(ASI) I parlamentari 5stelle sottopongono al vaglio dei cittadini attraverso la piattaforma Rousseau la riforma della Banca d’Italia. La proposta penta stellata si ispira ad uno studio della Banca centrale svedese e intende riportare Via Nazionale in capo allo Stato.
“La Banca centrale italiana – commenta il deputato Filippo Gallinella – va profondamente riorganizzata perché allo stato attuale non è né pubblica né indipendente. L’efficacia della sua attività è condizionata da azionisti privati, gli stessi soggetti che dovrebbe controllare. La proposta del M5S vuole rendere Bankitalia pubblica, efficace nei controlli e trasparente. Questa proposta intende superare l’anomalia italiana, che vede un azionariato prevalentemente privato, rispetto ai partner europei ed internazionali. Bankitalia va nazionalizzata al più presto”.

La proposta 5stelle si articola in dieci punti. “Prevediamo – continua Gallinella - l’acquisizione delle quote in mano alle banche private da parte del Mef. Quote che potranno essere cedute solo a pubbliche amministrazioni. Ai soci privati sarà corrisposta, entro un anno, una cifra pari al valore nominale delle quote del 1936, ossia 156mila euro, più i circa 900 milioni che le banche hanno versato all’erario in seguito alla rivalutazione. Per saldare questo conto, si potrà attingere dai circa 24 miliardi di riserve della banca centrale. Il bilancio della banca centrale risulterà ancor più solido grazie al ristorno della rivalutazione delle quote a 7,5 miliardi di euro. Proponiamo, inoltre, una governance più democratica attraverso la revisione di modalità elettive e durata degli incarichi, una governance più trasparente al riparo da conflitti di interesse. In particolare, proponiamo un governatore eletto dal Parlamento in seduta comune e da tre delegati per ogni Consiglio regionale, uno per la Valle d’Aosta. Vogliamo, infine, destinare una quota degli utili netti al Fondo per il Reddito di cittadinanza e al Fondo centrale di garanzia per le Pmi. In questo modo Bankitalia contribuirà in modo decisivo a sostenere welfare e tessuto imprenditoriale italiano”.

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