(ASI) Una Sir Conad epica. E' questo l'aggettivo più calzante per questa squadra, che si rinnova continuamente ma è sempre capace di stupire. Il 3-2 contro la Lube Civitanova, per molti la candidata principe al grande slam per la qualità del suo organico, è una vera e propria impresa che vale la conquista in quel di Verona della terza Supercoppa di Lega.
Una partita spettacolare in ogni suo aspetto, portata a casa da chi ci ha creduto di più e ha voluto ad ogni costo portare il primo trofeo post lockdown. Ha vinto dunque lo spirito di squadra: i ragazzi del presidente Sirci si sono presentati all'appuntamento incerottati, ma proprio perchè si sono dimostrati un gruppo solido nei momenti più importanti hanno sicuramente meritato questo trofeo, che resta dunque in Umbria per il secondo anno consecutivo, cosa che non accadeva da quattro anni quando era stata Modena, al termine di un match simile a questo, ad avere la meglio. Ma questa è un'altra storia...
 

SIR SPUNTATA - Vital Heynen è costretto ancora a rinunciare a Roberto Russo e almeno inizialmente ad Alek Atanasijevic, mentre nella Lube non c'è Enrico Diamantini, operato di recente ad un occhio. I bianconeri confermano il sestetto della semifinale mentre i cucinieri di De Giorgi possono presentarsi in formazione tipo. 

 
LA PARTITA - Ingrana subito la marcia alta Civitanova e per la ricezione avversaria sono subito problemi. Anzani alza subito il muro, mentre Simon e Juantorena confezionano il primo break della partita (6-1). Perugia prova a rifarsi sotto ma è imprecisa con un contrattacco errato di Vernon Evans (10-4). Quando Rychlicki infila il 20-14 in molti già pensano al gioco successivo, ma l'ingresso di Ter Horst cambia l'inerzia della gara: Leon mura bene (22-18) mentre la Lube inciampa nel quarto tocco (22-19). Ancora Leon continua a far sperare i Block Devils (22-20), ma sono i cucinieri ad avere la maggiore lucidità: è Rychlicki a chiudere sul 25-22.
 
Nel secondo set c'è un fondamentale che comincia a funzionare. e cioè il muro. Solè e Ricci pongono rimedio ad una situazione che sembrava farsi subito difficile (5-5). Anche il servizio sembra avere nuova linfa: Plotnytski infila quello del 12-14. Leon (sarà l'MVP della finalissima con una quota monstre, 31 punti), nella fase centrale, è croce e delizia: dapprima trascina i suoi al 14-17, poi si prende tre murate di fila da Anzani (17-17). Ancora il fuoriclasse caraibico sembra chiudere le ostilità (21-23), ma Simon tira fuori un ace terrificante (23-23). Il suo servizio è errato così come il contrattacco di Rychlicki. 23-25 e partita di nuovo in parità.
 
Perugia è galvanizzata e, complice qualche errore di troppo di Civitanova, vola sullo 0-4. Da segnalare uno strepitoso Solè, che chiude sotto rete su Rychlicki. Leon regala un ace da paura e lancia una fuga importante (4-10). C'è però da fare i conti con il ritorno dei cucinieri, con Simon che ancora dai nove metri mette qualche brivido (19-21). Il servizio successivo termina sulla rete ed è quasi un gioco da ragazzi per Leon e Ricci regalare il sorpasso ai bianconeri.
 
Civitanova non vuole abdicare e lo dimostra nel quarto parziale, il cui equilibrio viene rotto presto da Anzani e Simon (7-4). Il muro di Juantorena è pronto a far male in qualsiasi momento (15-10). Solè e Leon ci provano (17-15), ma Hadrava non sbaglia la sua occasione (20-17). Perugia non riesce a ritrovare le misure e il mani out di Osmany manda la sfida al tie break. 
 
I Block Devils tentano di riorganizzarsi e riescono a partire bene grazie a Leon e un errore in attacco di Leal (0-2). Solè è bravo a murare Hadrava e ad indirizzare al meglio il cambio di campo (5-8). Civitanova dimostra ancora l'animo guerriero grazie ai suoi campioni: Leal esplode una bomba che ripristina la parità (11-11). Il finale è da cardiopalma, con scambio di colpi da ambo le parti: ai vantaggi il protagonista assoluto è ancora Sebastian Solè, che realizza gli ultimi due punti, l'ultimo con un muro assolutamente strepitoso. E alla fine per questi ragazzi, che perdono pezzi per strada tra infortuni e mercato ma non smettono mai di emozionare, è solo festa.
 
Enrico Fanelli - Agenzia Stampa Italia
 

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