MotoGP: nella Sprint del Qatar Martinator conquista uno strepitoso terzo posto, Di Giannantonio è secondo. Ma in testa a tutti Marc detta legge
Il pilota Aprilia, terzo nella Sprint in Qatar (Foto Aprilia Racing Press)
(ASI) Qatar – “Un uomo può essere distrutto, ma non sconfitto”. Con queste parole, Ernest Hemingway, ne Il vecchio e il mare, sembra oggi restituirci tutta la forza di un pilota, Jorge Martín, che nella Sprint in Qatar ha dimostrato come sia possibile cadere, rialzarsi, essere tenaci e tornare a lottare. Sì, perché certe vittorie non si misurano con il gradino più alto del podio, ma con la forza necessaria per conquistarle. E volte, vincere non significa sempre arrivare primi.
Vediamo come si è svolta questa Sprint svoltasi con una doppia partenza.
LA GARA
Ottimo il guizzo iniziale del Bez, che si porta in testa a Marc seguito da Bagnaia che si mette terzo, ma poco dopo viene superato dal Diggia e da Raúl Fernández. In curva sedici, al secondo giro, avviene un brutto incidente: Aldeguer, per superare Acosta, arriva lungo e tocca la coda di Bagnaia, che, con un violento effetto catapulta, finisce sull’asfalto, rotolando ripetutamente. Sventola bandiera rossa e la gara viene interrotta.
LE CONDIZIONI DI SALUTE DI PECCO
Pecco è cosciente, ma viene immediatamente trasportato al centro medico. Tardozzi e la sorella restano fuori in attesa. A fine gara il dottor Ángel Charte esce e mostra qualcosa ai due con il cellulare. Dall’Ospedale di Doha comunicano che Pecco ha riportato diverse contusioni e una frattura scomposta e multipla del quarto del piede destro. Fratturato anche il quinto dito. Proseguono per lui ulteriori accertamenti e domani sera rientrerà in Italia per essere operato.
LA SECONDA PARTENZA
Riparte quindi la gara ridotta a dieci giri, con i piloti schierati secondo le posizioni di partenza iniziali. Aldeguer deve scontare ora un doppio Long Lap Penalty.
In questa seconda ripartenza è Marc a mettersi primo sul Bez seguito dal Diggia. Martín, nel frattempo, inizia la sua rimonta. Superando Acosta, si piazza sesto. Inizia quindi una bagarre tra Martín e Fernández e a spuntarla è il pilota Aprilia, che è ora quinto. Supera poi Zarco e si mette sugli scarichi del Diggia, che è terzo.
Il Bez, intraprendente, tra la fine del secondo e il terzo giro, per qualche secondo, mette le ruote davanti a Marc. Va forte il Bez, e nel tentativo di superare Marc, i due si toccano e il Bez va a terra. L’incidente finisce sotto investigazione, ma nessun provvedimento viene preso per Marc, perché la direzione gara ritiene che il 93 non abbia causato l’incidente. Rivola mostra disappunto, scuote la testa e in modo ironico applaude e dal labiale sembra di leggere un “bravi, bravi”. Quello di oggi è considerato un normale incidente di gara e sicuramente fa discutere.
Siamo a metà gara e se Martín approfitta del contatto per mettersi primo, Marc non gli lascia molto margine e si rimette in testa. I primi tre sono ora Marc, Martín e Diggia.
Ultimi tre giri e lo spettacolo lo regalano i due piloti Martín e Diggia. Il pilota romano si fa insidioso su Martín, che tiene duro, ma deve cedere la seconda posizione a un Diggia che ne ha di più. Ne esce comunque vincitore Martín, considerando le condizioni fisiche doloranti con cui affronta la Sprint. Chiude infatti al terzo posto. Ricordiamo che 14 giorni fa Martín aveva riportato una frattura al polso e aveva dovuto saltare un Gran Premio. “La gomma era finita” dice, non appena si leva il casco e butta acqua fredda sul suo polso destro e subito dopo del ghiaccio. Anche Dall’Igna va da Martín a complimentarsi con lui. Marc vince con un secondo di vantaggio sul Diggia, secondo. Marc, con la gara di domani, avrà la possibilità di diventare campione, sempre se la vincerà e se Martín non farà punti.
LE DICHIARAZIONI DEI VINCITORI
Marc Márquez: “È stata una gara particolarmente strana in particolar modo con interruzione. Spero che Pecco stia bene, perché quella caduta è stata molto brutta. Però per il resto mi sono molto concentrato e ho cercato di difendere al meglio possibile anche se è vero che in curva uno, quando c’è stato l’impatto, è scattato l’airbag e per questo c’è voluto un po’ di tempo per rientrare in condizioni normali. A parte questo però tutto è andato bene. Quando sono riuscito a creare un po’ di distanza ho cercato di controllare. Questi sono punti molto importanti”.
Di Giannantonio: “Questo circuito mi piace davvero tanto ed è sempre bello gareggiare qui. Sono molto impressionato da quello che a fatto Jorge, perché oggi è stato incredibile e ha guidato in un modo eccezionale. Io ho fatto del mio meglio e credo che la prestazione sia stata buona. Peccato ci sia stato questo distacco con Marc e alla fine non siamo riusciti a recuperarlo, però credo che dobbiamo essere molto fieri. È una bella soddisfazione e continueremo a spingere anche per domani”.
Martín: “Grazie a tutti. Sono davvero molto fiero del lavoro che sto facendo. Dopo due settimane dall’infortunio, oggi, tutta l’adrenalina mi ha aiutato a spingere. All’inizio ho cercato di tenere con le morbide, quantomeno volevo riuscire ad attaccare e avrei voluto davvero lottare con Marc. Comunque è andata davvero molto bene, anche se alla fine non avevo più potenza per continuare a spingere. Però per me è incredibile essere arrivato al podio, perché per me è già una bella vittoria. Spero che anche questa storia possa essere fonte di ispirazione per tanti”.
Benedetta Orsini Federici - Agenzia Stampa Italia
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