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MOTOGP: Marc stravince a Motegi. Martín secondo e Bezzecchi terzo, davanti a Bastianini

Di Benedetta Orsini Federici 4 Ottobre 2026 – 14:08 6 min di lettura

(ASI) Motegi – Il GP giapponese svela l’arcano e mette in luce il talento di Marc Márquez, le cento vittorie di Dall’Igna in Ducati e uno straordinario Enea Bastianini.

Ma partiamo dall’arcano. Se nella Sprint di ieri avevamo visto come le gomme siano state la causa principale del ritiro di Pecco e di svariate cadute, la risposta sembra darla la gara di oggi, in cui tutti i piloti hanno montato la hard al posteriore. Quindi, per la pista di Motegi, sembrerebbe che la hard, anche alla luce dei risultati di ieri, sia stata la scelta più giusta e, come dice Rivola, anche quella più sicura.

Inutile dire che a stravincere in Giappone anche oggi è Marc Márquez. Se qualche Gran Premio passato, qualcuno avesse mai pensato che le condizioni fisiche del 93 avrebbero potuto compromettere un buon risultato in questo campionato, lui, questo pensiero lo sfata con i fatti. Con il primo posto di questa domenica Marc si è infatti portato a meno due punti di distacco da Jorge Martín e si è reinserito a gran voce nel duello per il titolo di un campionato che terminerà tra sei gare. Ma del resto è stato lui stesso a dichiarare che: “Quando sei caldo, il dolore va via” e, aggiungiamo, lo fa volare via. Insieme a lui a Motegi festeggia anche Gigi Dall’Igna, al quale il team ha creato, a sua insaputa, un adesivo celebrativo che il pilota Ducati ha apposto al cupolino della sua moto a fine gara.

Ma che dire di Enea Bastianini? Vero è che chiude quarto, ma il suo quarto posto ha tutto il sapore di un podio, perché la prestazione di oggi è stata meravigliosa. Ha girato in tempi simili a quelli di Marc e non si è arreso mai, dando anzi anche un po’ di filo da torcere all’ultimo giro a Marco Bezzecchi, che ha chiuso terzo.

Così Enea ci racconta la sua gara: “Aspettavo questo momento da tanto tempo! La mattina è stata un po’ strana, perché non ci aspettavamo che la gomma dura funzionasse così bene già dal primo giro ed era chiaro che fosse la scelta giusta per la gara. Ho perso un po’ di tempo all’inizio per superare Pedro, ma da metà gara fino alla fine ho cercato sempre di spingere un po’ di più. Avevo una sensazione incredibile e ho visto la possibilità di salire sul podio. Non sono riuscito a superare Marco per il terzo posto, ma va bene così”.

Secondo posto per Jorge Martín, che è in testa alla gara per quasi undici giri. Nulla ha potuto quando Marc ha deciso di mettere in atto la sua ormai nota strategia di aprire il gas e lasciare tutti dietro di sé.

LA GARA

Ventiquattro giri e Martín è in testa, seguito da Marc e Bez. Seguono Alex quarto, Acosta, Bastianini, i due piloti Trackhouse Raúl Fernández e Ogura, che è davanti a un Bagnaia nono e un Moreira decimo. Al secondo giro, Acosta va in difficoltà e viene superato da Enea prima, e Raúl e Ogura poi. Martín invece fila veloce, mentre Moreira supera Bagnaia.

Quinto giro, Alex sconta il suo primo Long Lap di ieri e rientra dietro ad Enea, perdendo solo una posizione. La seconda penalità avviene al settimo giro e, rientrando dopo Moreira, si trova in nona posizione. Purtroppo per lui la gara si conclude a cinque giri dalla fine, come per Miller.

Bandiera gialla in questa gara anche per Moreira, che cade al nono giro quando era ottavo, e Zarco, che però rientra e chiude ultimo.

All’undicesimo giro Marc, già bello caldo da due giri prima, accorcia ancora di più le distanze da Martín e, come in molti si aspettavano, in curva nove, incrocia il pilota Aprilia e si mette in testa. È qui che per i primi tre piloti si sigilla l’esito della gara, resa più movimentata dal trio Raúl Fernández, Acosta e Ogura e da un ultimo giro strepitoso di Bastianini, in cui sembra quasi Enea arrivi a strappare il terzo posto al Bez. Non è così, ma il 23 firma però il giro record della gara. Al sedicesimo giro Acosta entra su Ogura e si piazza sesto. Quattro giri dopo, prende parte alla bagarre per il quinto posto anche Raúl, che ha la meglio, lasciando alle sue spalle il compagno di squadra e il pilota KTM.

LE DICHIARAZIONI DEI VINCITORI

Marc Márquez: “Sono davvero contento dei 37 punti che siamo riusciti a conquistare questo weekend, perché quello era l’obiettivo. È stata una gara difficile, soprattutto nei primi giri, quando ero alle spalle di Jorge. Poi, una volta passato in testa, mi sono limitato a gestire il ritmo e ad aumentare leggermente il passo quando lui si è avvicinato. Non è mai facile, ma già dalla Sprint il feeling era molto buono e oggi sono riuscito a essere costante e preciso.

Ora vedremo come andranno le cose in Indonesia, ma, in generale, dall’Aragona — Austria a parte — mi sento molto bene con la moto. Sono felice per le 100 vittorie di Gigi e di aver dato il mio piccolo contributo. Sto sfruttando al massimo tutto ciò che lui ha costruito con Ducati nel corso degli anni”.

Jorge Martín: “Sono molto contento perché abbiamo fatto un ottimo lavoro. Ho guidato molto bene e ho mantenuto un passo molto forte fino alla fine. Ho provato a spingere fino all'ultimo giro, ma Márquez aveva qualcosa in più. Mi sento un privilegiato a essere leader del campionato lottando con Marc, penso che sia incredibile pensando a dove era un anno fa. Sono molto felice, insieme ad Aprilia stiamo facendo un gran lavoro ed io mi sento bene sulla moto. Abbiamo tutto il potenziale per poter lottare fino alla fine”.

Marco Bezzecchi: “È stata una settimana un po’ così, però sono contento. Ho portato a casa il massimo. Ci tenevo a rifarmi dopo ieri. È stato un podio veramente sudato perché oggi Enea era imbestialito, soprattutto sul finale ad un certo punto io miglioravo sempre il mio miglior tempo e guardavo la tabella e mi prendeva due decimi a giro. Quindi è stato tosto, ma bello. All’inizio ero un po’ più in difficoltà soprattutto perché non riuscivo ad essere superefficace in staccata e quindi andavo ad aggredire un po’ di più le accelerazioni e mi sono reso conto, dopo qualche giro, che stavo forse esagerando un po’; stavo surriscaldando un po’ il tutto e ho dovuto rallentare. Quando sono passati un po’ di giri ho iniziato a sentirmi sempre un po’ meglio in staccata e ho provato sempre a staccare un po’ più forte e questo mi ha portato, senza dover snaturare niente, ad aprire il gas più dolce perché già in ingresso ero un po’ più a posto e i tempi sono migliorati. Qualche giro ho iniziato ad avvicinarmi a Jorge. Sicuramente Jorge e Marc hanno fatto un bel miglioramento e in questo momento sono più veloci di me. Io devo riuscire, dopo l’infortunio, a ritrovare non tanto l’esplosività, ma la velocità da subito quando partivo già in FP1 mi veniva tutto naturale. Dall’infortunio in poi, in quasi tutti i weekend, sono dovuto un po’ andare a migliorare giorno dopo giorno e loro invece sono stati un po’ più bravi”.

Benedetta Orsini Federici – Agenzia Stampa Italia

Nota della Redazione

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