Sanità. Zaffini (FdI): Sinistra aggrappata a comunicati di Gimbe fa tenerezza. Con governo Meloni Fondo nazionale è al massimo storico
(ASI) "Vedere la sinistra aggrapparsi ai comunicati di Gimbe per parlare di 'definanziamento della sanità pubblica' fa tenerezza e nel merito va oltre il paradosso. Quando al governo c'era il PD, in abbinata con il M5S, il Fondo sanitario nazionale cresceva di appena un miliardo l'anno e venivano chiusi reparti e piccoli ospedali, mentre nel 2019 con Giuseppe Conte a Palazzo Chigi il Fondo sanitario era fermo a 114,4 miliardi di euro.
Il resto è stato COVID e le risorse destinate furono tutte dovute all'emergenza e agli scostamenti conseguenti, non certo a nuova programmazione, della quale peraltro in passato avevano già dato prova con la sanità usata come bancomat. Con la legge di bilancio per il 2027 il governo Meloni porta il Fondo sanitario nazionale al massimo storico di 146,3 miliardi di euro: quasi 32 miliardi di euro in più rispetto ai governi di PD e 5 Stelle e oltre 20 miliardi in più dall'inizio della legislatura, a cui si aggiungono 1,645 miliardi per la Carta sanitaria da 300 euro destinata a 5,5 milioni di anziani over 75 con redditi medio-bassi e 600 milioni per l'efficientamento degli ospedali pubblici, per uno stanziamento complessivo di oltre 5 miliardi in più in un solo bilancio: questo. Ed è altrettanto fuorviante il gioco delle tre carte sul rapporto tra spesa sanitaria e Pil o sulla quota destinata alle Regioni: la spesa sanitaria non cala di un solo euro ma cresce di 3,4 miliardi nel 2027, di 2,35 miliardi nel 2028 e di 2,4 miliardi nel 2029, e il rapporto percentuale varia unicamente perché grazie alle politiche economiche e occupazionali di questo governo cresce il Pil dell'Italia, cioè il denominatore. Sostenere poi che alle Regioni vadano solo 138 milioni significa nascondere agli italiani che tutti gli altri 3,26 miliardi di aumento del Fondo sanitario pagano direttamente spese vive e obbligatorie dei bilanci regionali: un miliardo per i rinnovi contrattuali del personale, 380 milioni strutturali in più nelle buste paga di medici e infermieri di pronto soccorso, 300 milioni per abbattere le liste d'attesa con le prestazioni aggiuntive, 500 milioni per le tariffe ospedaliere per acuti, 170 milioni automatici in più per i dipartimenti di prevenzione e gli screening, 100 milioni per i malati di Alzheimer, 100 milioni per i buoni pasto dei sanitari e 70 milioni per l'accesso immediato ai farmaci oncologici salvavita, oltre a 1,4 miliardi che lo Stato mette per ripianare la spesa regionale sui dispositivi medici. E per finire, l'accusa al governo di 'favorire i privati' perché aiuta 5 milioni e mezzo di pensionati over 75 a pagare visite e cure o perché adegua i tetti per garantire gratuitamente ai cittadini la riabilitazione, la protesica e le visite convenzionate previste dai nuovi Lea. E' soltanto furore ideologico di una sinistra che, dopo aver tagliato la sanità per un decennio, oggi tifa apertamente contro la salute degli italiani". Lo dichiara in una nota il senatore di Fratelli d'Italia, Franco Zaffini, presidente Commissione sanità, lavoro e previdenza sociale
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