(ASI) Chieti – La città di Chieti vede sempre più la presenza di animali selvatici (soprattutto ungulati come cervi e cinghiali) che dai polmoni verdi ai fianchi della città si spingono verso le aree limitrofe del centro abitato in cerca di cibo, attraversando le strade e le piazze e aree di strutture pubbliche come la piscina comunale che si trovano in zone limitrofe ad aree non urbanizzate. Ci sono alcuni video di cittadini e articoli di stampa a testimonianza di questi incontri ravvicinati.

Uno di questi polmoni verdi attigui alla città di Chieti, è sicuramente Colle Arenazze, un'area ancora da scoprire, piena di flora e fauna, reperti archeologici pressoché sconosciuti e una situazione geologica interessante. Anche da lì animali selvatici fanno capolino in città, bivaccando fra il Levante, la Fondo Valle Alento, il Tricalle, San Martino, Colle dell'Ara e la Collinetta sopra la piscina. Anche antiche storie e leggende di fantasmi e spirisi si raccontano sulla zona.

A tal proposito per conoscere meglio Colle Arenazze, abbiamo intervistato il Prof. Francesco Stoppa, Dottore in Scienza della Terra, Professore Ordinario della Università D'Annunzio (insegna Vulcanologia, Petrologia e Petrografia), Direttore del Centro di Antropologia Territoriale, membro del Consiglio di Dottorato sulla pericolosità geologica e antropica, membro dell'Associazione Internazionale di Sicurezza Sismica. Il Professore conosce bene Colle Arenazze anche perché ci abita.

Ci parli un po' di lei Professor Stoppa...

 

“Fin dall'inizio della mia carriera, prima come ricercatore e poi come professore nel campo delle Scienze della Terra, mi sono sempre preoccupato di dare un senso alla mia ricerca, affinché fosse utile al resto dell'umanità, oltre a cercare di reperire risorse che consentissero un minor consumo dei combustibili fossili (che sono alla base della distruzione dell'ambiente insieme all'uso dei pesticidi), mi sono occupato soprattutto della Protezione riguardo ai rischi geologici con particolare riferimento ai terremoti e al dissesto idrogeologico. Proprio per questo, sono poi diventato un importante testimone e consulente in molti processi che riguardavano le vittime di eventi come il terremoto dell'Aquila e sono attualmente coinvolto sia con il terremoto di Amatrice, sia con la valanga di Rigopiano. Sono stato anche membro della Commissione Grandi Rischi dal 1999 al 2002, un periodo in cui ho affrontato le problematiche legate agli eventi disastrosi avvenuti in quel periodo. Attualmente, mi occupo delle problematiche del territorio di Chieti come volontario e cerco di mettere in evidenza le criticità e i paradossi di uno sviluppo urbanistico che non tiene conto delle caratteristiche del proprio territorio”.

 

Perché Colle Arenazze é un tesoro di ricchezze poco conosciute vicino Chieti?

 

“Il territorio di Colle Arenazze che conosco bene perché ci abito, rappresenta una zona in stato semi naturale particolarmente preziosa per la presenza sia di insediamenti archeologici che risalgono al Neolitico, ma che si protraggono con importante testimonianze fino al periodo dell'Età del Ferro e poi all'Età Romana. La zona è anche ricca di storia e leggende che investono l'antropologia del territorio. Dal punto di vista naturalistico, sono conservate non solo alcune associazioni vegetali tipiche della Macchia Mediterranea, ma anche rapaci, il tasso ed altri mammiferi che trovano rifugio nel complesso di antiche cave di arenaria. Quindi, molti valori si sommano insieme, tuttavia non sono ben riconosciuti e anzi si assistono ad interventi di edilizia che in mia opinione presentano delle irregolarità, oltre che chiaramente delle irrazionalità, legate al fatto che non rispecchiano la natura preziosa di questo territorio, andando piuttosto ad insidiarla. Inoltre, costruire in una zona come quella di Colle Arenazze che presenta evidenti ed ampi dissesti idrogeologici segnalati anche sulla carta del Pai, è sicuramente un azzardo, è un segno di irresponsabilità. Quindi, da una parte ci troviamo di fronte a molti beni culturali e naturali non protetti e dall'altra ci troviamo alla presenza di insediamenti a rischio. Per quello che riguarda l'archeologia – ha rivelato il Prof. Francesco Stoppa - attualmente è in corso una collaborazione tra me e la Soprintendenza per la pubblicazione di un articolo sull'insediamento ellenistico - romano della zona di Crocefisso San Salvatore”.

 

A tal propsito sui ritrovamenti archeologici di Colle Arenazze vedi anche i nostri precedenti servizi del marzo 2015:

http://agenziastampaitalia.it/cronaca/italia/24982-tutelare-l-area-archeologica-in-via-dei-frentani-e-al-san-salvatore-di-chieti

 

Invece, sulla tutela ambientale e archeologica di Colle Arenazze, vedi anche: http://agenziastampaitalia.it/cronaca/italia/25071-abruzzo-tutela-ambientale-e-storico-archeologica-di-colle-arenazze-di-chieti

 

Cristiano Vignali - Agenzia Stampa Italia

 

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