Cinema. Il figlio dell’altra.
(ASI) Figli scambiati alla nascita. Ci sono tante storie nel cinema, ma toccare fino in fondo tutte le problematiche giuridiche, sociali e culturali può far diventare una pellicola un’accozzaglia di luoghi comuni.
Due madri accomunate dall’amore consolidato nel tempo e l’istinto naturale materno, i padri messi alla prova con questa difficilissimo scherzo del destino e due comunità in conflitto segnate da questo legame travagliato. Un legame assurdo diventa anche il presupposto di un’amicizia fraterna, che unisce e manda un bellissimo messaggio di fratellanza a dispetto di principi religiosi, leggi e usanze che spesso fanno perdere la vera identità di un essere umano. Prova superlativa del regista che non cade mai nella banalità, nel melenso, ma con precisione chirurgica tiene lo spettatore nel dramma, permettendogli di penetrare alle radici del problema e di commuoverlo in certe scene, che vanno molto aldilà di un normale film. Ottima anche la scelta di un finale apertissimo, ma con un velo di speranza. Il figlio dell’altra non ha fatto molto rumore al momento, ma è una pellicola di primo ordine che può lasciare un forte segno nella storia della cinematografia.
Voto: 9
Daniele Corvi - Agenzia Stampa Italia
ASI precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Il giornale ASI è a disposizione degli interessati per pubblicare comunicati o repliche. Invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati e a consultare più fonti.