(ASI) "Nonostante le varie sollecitazioni, nell’ultimo DPCM non si legge niente in riferimento all’attività venatoria. Un atteggiamento irresponsabile del governo, purtroppo non l’unico, che non tiene conto di come la mancata attività venatoria, oltre ad un danno all’intera filiera, sarà un danno irrecuperabile per l’agricoltura, la sicurezza sanitaria e stradale.