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Le Opinioni di Roberto Napoletano

La sanità deve tornare una.

Di Redazione ASI 2 Dicembre 2020 – 09:56 2 min di lettura

Roberto Napoletano (ASI) C’è bisogno di un nuovo quadro finanziario che adotti criteri omogenei, trasparenti per tutti i cittadini e comprensibili in Europ.  Perché siamo il Paese più diseguale del Vecchio Continente? Perché c’è bisogno di un nuovo quadro finanziario che adotti criteri omogenei, trasparenti per tutti i cittadini, e comprensibili in Europa?

Perché è arrivata al capolinea la storia delle venti sanità in un Paese di sessanta milioni di persone? Provo a rispondere con due episodi che mi ha raccontato Gabriele Pescatore, l’uomo che ha guidato la Cassa di trecento ingegneri e ha unito le due Italie con strade, dighe e acquedotti portando i primi soldi esteri in questo Paese, e che ha appreso di essere stato rimosso dal Tg1 delle venti (“dopo 22 anni di dedizione totale, nemmeno una telefonata”) durante il governo di Solidarietà nazionale, presieduto da Giulio Andreotti, su richiesta esplicita del PCI.
I due episodi risalgono a qualche anno dopo, riguardano la riforma del servizio sanitario nazionale voluta dalla Anselmi, presidente sempre Andreotti, figlia del clima della lunga stagione di “governo” catto-comunista e delle pulsioni regionaliste. Per sbrogliare questa matassa intricata, la Anselmi e Andreotti chiedono aiuto al Professore. Pescatore all’epoca presiede la quinta sezione del Consiglio di Stato, mette da parte ogni acrimonia, e ci si mette al lavoro di buzzo buono per una intera settimana. Legge e rilegge gli articoli della legge. Prova a semplificare tutto ciò che è semplificabile, ma si accorge che è praticamente impossibile.
La ministra Tina Anselmi lo manda a prendere a casa con la sua macchina e spera che il Professore dica sì alla proposta sua e di Andreotti di diventare presidente della commissione nazionale per l’attuazione della nuova riforma sanitaria. È un pomeriggio romano di fine anno (1978) pieno di traffico e dalla abitazione del Professore ai Parioli alla sede del Ministero della Sanità in viale Kennedy, all’Eur, l’autista impiega un’ora e mezzo. La Anselmi ci spera e la lunga attesa accresce l’ansia. Rimarrà delusa.


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https://www.quotidianodelsud.it/laltravoce-dellitalia/gli-editoriali/2020/12/02/leditoriale-di-roberto-napoletano-laltravoce-dellitalia-la-sanita-deve-tornare-una/

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