Di Giacomo (F.S.A.-C.N.P.P.-S.PP.) - Con Legge Bilancio 2026 “la montagna ha partorito il topolino”

(ASI) “La montagna ha partorito il topolino”: di fronte alla gravissima emergenza delle carceri italiane la Legge di Bilancio 2026 prevede l’assunzione di 2.000 agenti di polizia penitenziaria entro il 2028 (vale a dire “spalmati” in tre anni) e una spesa di 140 milioni di euro per l’ampliamento di alcune strutture detentive.

Sono due misure che avranno lo stesso risultato dell’introduzione dello spray al peperoncino: effetti del tutto marginali sui nodi principali della carenza di personale e del sovraffollamento”. Così in una nota Aldo Di Giacomo, segretario del Fsa-Cnpp/Spp (Sindacato Polizia Penitenziaria) che aggiunge: “gli interventi di ampliamento sono limitati a sette istituti, non tutti tra quelli in condizioni più critiche. Si continua a sottovalutare che il tasso di affollamento in Italia è tra i più elevati dell’Unione. Al 31 dicembre 2025, i detenuti in Italia erano 63.499, a fronte di una capienza regolamentare di 51.280 posti, per un tasso di affollamento intorno al 138%, con picchi (in alcuni istituti) tra il 230 e il 260%. È il valore più elevato degli ultimi 12 anni (prima dei decreti “svuotacarceri”) ed è dovuto principalmente all’aumento del numero di detenuti, ma anche alla riduzione dei posti effettivamente disponibili, in lieve calo dal 2023. Quanto al personale, le nuove assunzioni, che richiedono tempo e sono programmate al 2028, non riusciranno a coprire i vuoti di organico provocati dal pensionamento e prepensionamento. Per affrontare seriamente il problema – dice Di Giacomo – occorrono almeno 7 mila nuovi poliziotti come testimonia in questo primo scorcio di anno nuovo il ricorso diffuso ai turni massacranti di lavoro anche per 10-12 ore consecutive. C’è bisogno – sottolinea Di Giacomo – di allentare la pressione anche psicologica degli agenti e di prevenire evasioni, rivolte, violenze che hanno segnato il 2025 con 2400 agenti aggrediti e costretti a ricorrere alle cure di sanitari. Pensiamo in proposito - aggiunge – che l’operazione “Strade sicure” del Governo che già impegna 6800 militari nelle principali città italiane possa essere estesa al controllo e al pattugliamento delle aree e dei quartieri dove ci sono le carceri. Non ci interessa la polemica scatenata in questi giorni tra Ministro alla Difesa e Lega sul numero di militari da impiegare e se sono pochi e occorrono altri, a noi – afferma Di Giacomo – stanno a cuore le condizioni di lavoro dei poliziotti e mettere fine ai mercati di droga e telefonini con tutto ciò che comporta in termini di minacce per la comunità fuori dal carcere. Oggi e non domani c’è bisogno di uomini e donne e di strumenti adeguati (altro che spray al peperoncino) per la difesa del personale”.

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