(ASI) Roma, 20 gennaio - "Il decreto Ex Ilva è l'ennesimo atto tampone, giuridicamente insostenibile, politicamente inaccettabile. Un provvedimento ingiusto che non nasce da un'emergenza improvvisa ma dall'incapacità strutturale del governo di affrontare il problema.
Continuare su questa strada significa forzare l'equilibrio tra Governo e Parlamento esautorando le Camere. Si continua a privilegiare la continuità produttiva a qualunque costo, anche quando riguarda la salute delle persone, l'ambiente e il lavoro. Una scelta che si pone all'opposto di principi contenuti nella nostra Costituzione. Siamo davanti a una violazione sistematica di diritti fondamentali certificata dalla Corte europea dei diritti dell'uomo che nel 2022 ha condannato lo Stato italiano per il caso Ex Ilva. Nonostante queste pronunce l'esecutivo ha scelto di perseverare nel finanziare la continuità produttiva senza garantire la messa in sicurezza degli impianti, rinviando le bonifiche, non affrontando la questione sanitaria, non offrendo certezze occupazionali. A Taranto ci sono imprese a un passo da 274 licenziamenti. Parliamo di famiglie, di competenze che hanno garantito per anni la continuità produttiva dello stabilimento. Cosa gli offre questo decreto? Nulla, solo cassa integrazione senza prospettive, nessuna tutela reale. Non viene difeso il lavoro, la salute e l'ambiente. Taranto ha bisogno di un piano di riconversione sociale, industriale e ambientale, che preveda anche la chiusura degli impianti giunti a fine vita e la messa in sicurezza degli impianti attivi. Abbiamo chiesto al governo di fermare l'ennesimo provvedimento emergenziale aprendo una discussione vera, trasparente e responsabile sul futuro di Taranto. Una proposta che hanno scelto di bocciare, andando ancora una volta contro il futuro del territorio e dei cittadini". Così in una nota la deputata M5S Emma Pavanelli.



