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Politica Regionale

Acqua: Regione ed Enti locali si attivino per recepire il voto dei cittadini. Si sciolga “Umbra Acque” e si torni ad una gestione esclusivamente pubblica

Di Redazione ASI 14 Giugno 2011 – 13:28 1 min di lettura

Perugia, 14 giugno 2011 Non c'è dubbio che il referendum sull'acqua pubblica debba avere delle conseguenze dirette anche all'interno della nostra Regione.

 

Se è vero che i quesiti riguardavano aspetti particolari e volti a situazioni future - anche

se quasi immediate - la volontà espressa dal corpo elettorale, in maniera trasversale e non

riconducibile ad un solo schieramento politico, riguarda l'acqua pubblica non solo nella sua

scontata disponibilità, ma anche e soprattutto nella sua gestione.

Lo pseudo-privato nella gestione dell'acqua di buona parte della Provincia di Perugia non ha

in effetti portato né miglior servizio né tantomeno tariffe più vantaggiose.

“Umbra Acque” si è dimostrato un carrozzone clientelare, un simulacro a partecipazione

privata che non ha toccato gli equilibri clientelari di gestione e che ha portato ad un

aumento spropositato del costo per i cittadini, senza alcuna trasparenza nella pubblicità di

presunti miglioramenti dei servizi idrici.

Considerato che la stragrande maggioranza dei Sindaci dell'ATO 1 delle acque ha votato “sì”

al referendum (come il sottoscritto, che ha ritirato solo quelle due schede) si passi dalle

parole ai fatti. Si sciolga il carrozzone di “Umbra Acque” (che comunque garantisce dividendi

non vincolati ai Comuni sull'acqua bene pubblico, come si evince dai bilanci) e si torni ad

una gestione esclusivamente pubblica, inserendo questo contesto all'interno del Disegno di

Legge di riforma endoregionale posto all'attenzione della Commissione regionale competente.

Ci saranno difficoltà di carattere economico forse, ma si andrebbe ad una gestione più

oculata e trasparente, magari garantendo tariffe vantaggiose di fascia sociale, compensati da

tariffe più onerose per chi spreca o va oltre un certo consumo.

Andrea Lignani Marchesani

Nota della Redazione

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