Paraguay, si dimettono 300 medici per i salari troppo bassi
(ASI)Quasi 300 medici specialisti e subspecialisti del sistema sanitario pubblico paraguaiano formalizzerannooggi, lunedì 31 agosto, le proprie dimissioni presso il Ministero della Salute Pubblica e del Welfare Sociale, a confermarlo una nota del Sinamed (Sindacato nazionale dei medici). A spingere i camici bianchi verso questa decisione il fallimento delle trattative per il rinnovo del contratto collettivo con l'amministrazione del Presidente Santiago Peña.
Dovrebbe così concludersi una settimana di sciopero nel settore sanitario che ha di fatto paralizzato il paese indiolatino.
Queste dimissioni in Massa avranno un impatto diretto su strutture sanitarie strategiche, in particolare sull'Ospedale Pediatrico Acosta Ñu, situato nella città di San Lorenzo, nella periferia di Asunción, lasciando aree critiche come l'intero servizio di chirurgia pediatrica senza personale medico operativo.
I leader sindacali hanno sottolineato che la decisione deriva esclusivamente da una situazione economica insostenibile che sta avendo un impatto devastante sugli operatori sanitari, negando categoricamente qualsiasi intenzione di danneggiare i pazienti che si recano negli ospedali pubblici.
“Non è un attacco ai nostri pazienti, ma il governo deve capire che abbiamo raggiunto un punto di rottura, in cui lo stipendio attuale copre a malapena le spese di trasporto per recarsi al lavoro”, ha spiegato Rossana González, segretaria del Sinamed.
Le richieste del sindacato includevano aumenti salariali, una fornitura regolare di farmaci e materiale sanitario negli ospedali e contratti a tempo indeterminato per 9mila lavoratori attualmente con contratti a tempo determinato.
Le proteste hanno incluso marce e sit-in in tutto il paese, con un impatto particolare ad Asunción, dove 5mila professionisti sono scesi in piazza.
Fabrizio Di Ernesto - Agenzia Stampa Italia
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