La Colombia si ritira dalla Coalizione per i diritti della comunità Lgbtiq+
(ASI) Il governo colombiano ha deciso di ritirarsi unilateralmente dalla Coalizione per i diritti Lgbtiq+ composta da 45 paesi, che il governo di Bogotà presiede, con la Spagna, dal 2024.
La decisione ha suscitato molte polemiche in particolare dagli attivisti della comunità arcobaleno che hanno chiesto all’esecutivo ed al ministero degli Esteri di motivare questa decisione.
Secondo l'organizzazione Caribe Afirmativo, la mossa è legata alla percezione che la partecipazione della Colombia alla Coalizione sia un retaggio del precedente governo, guidato da Gustavo Petro.
“Il governo nazionale ha deciso di ritirare la Repubblica di Colombia dalla Coalizione, con effetto immediato”, ha annunciato il Ministero degli Affari Esteri colombiano, ancor prima della scadenza della copresidenza colombiana.
Caribe Afirmativo ha condannato la scelta di abbandonare l’organizzazione che riunisce governi e vasti settori della società civile di diversi Paesi, chiedendo chiarimenti sulla continuità di un'agenda di uguaglianza nella politica estera e sulle risorse stanziate per l'attuazione di una politica estera femminista nel corso del 2027.
Il presidente Abelardo de la Espriella, durante la campagna elettorale, si era dichiarato contrario all'adozione da parte di coppie dello stesso sesso. Queste e altre dichiarazioni hanno indotto le organizzazioni sociali a esprimere preoccupazione per l'orientamento delle politiche di uguaglianza del paese indiolatino.
Fabrizio Di Ernesto - Agenzia Stampa Italia
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