Paraguay, raggiunto accordo con medici che sospendo lo sciopero
(ASI) Il governo paraguaiano e il Sindacato nazionale dei medici (Sinamed) hanno raggiunto un accordo preliminare che prevede un aumento salariale di 2milioni di guaraníes (circa 350 euro) per tutti i professionisti del settore pubblico. Questo accordo consentirà la sospensione dello sciopero nazionale indetto per il 21 e 22 settembre, in attesa della ratifica da parte dell'assemblea sindacale.
L'accordo è stato raggiunto al termine di un incontro presso la residenza presidenziale, Mburuvicha Róga, al quale hanno partecipato il Presidente Santiago Peña, il ministro della Salute e del Welfare Sociale Isaías Fretes, il Capo di Gabinetto Javier Giménez e la Segretaria Generale del Sindacato, Rossana González. González ha dichiarato in conferenza stampa: “Siamo immensamente grati per questa apertura e per aver ricevuto oggi una proposta soddisfacente”.
L’intesa risponde alle richieste avanzate dagli operatori sanitari, sia dai medici a contratto che da quelli di ruolo all'interno del sistema sanitario. Il primo mandatario Peña ha dichiarato sui social che il provvedimento “tutela” la professione e costituisce una decisione “che guarda al presente, ma anche al futuro”.
Javier Giménez, dal canto suo, ha affermato che la firma del documento apre la strada alla fine dello sciopero dei medici durante la prossima assemblea generale. Il ministro Fretes ha descritto la giornata come una “vittoria storica per il Paraguay e per la professione medica”, sottolineando la volontà dell'Esecutivo di saldare un debito sociale che si trascinava da anni.
L'accordo di bilancio per il prossimo anno prevede un aumento di 2milioni di guaraní per contratto per i medici statali, una cifra che si avvicina alla proposta iniziale del settore, considerando che gli stipendi base attuali variano tra i 5 milioni e i 5,4 milioni a seconda del tipo di contratto.
I negoziati hanno inoltre portato al triplicamento dell'obiettivo di regolarizzazione dei posti di lavoro fissato per questo periodo. I 490 posti vacanti iniziali sono stati aumentati a 2.300 medici che entreranno a far parte del personale permanente. Ulteriori 1.500 posizioni sono previste per il prossimo periodo al fine di far fronte alle precarie condizioni di lavoro nei reparti di emergenza e terapia intensiva.
L'accordo prevede l'assunzione di nuovo personale, il pagamento del lavoro nei giorni festivi e l'impegno istituzionale a garantire una fornitura costante di materiale medico e farmaci essenziali negli ospedali pubblici del Paese. I rappresentanti sindacali hanno annunciato che i professionisti stessi svolgeranno un ruolo di supervisione attiva, collaborando con il pubblico, per monitorare il rispetto di ogni punto dell'accordo.
Fabrizio Di Ernesto - Agenzia Stampa Italia
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