(ASI) Luis Arce, esponente del Mas il partito dell’ex presidente Evo Morales, ha vinto le elezioni in Bolivia diventando così il nuovo presidente del paese andino.

 

Già i primi exit-poll danno il grande favorito oltre la soglia del 50%, un margine che esclude così il secondo turno e dopo un anno dal golpe anti Morales riporta il Mas al potere.

Commentando i primi dati Arce ha parlato dell'impegno a costruire un “governo di unità nazionale per riportare coesione nel paese, anche apprendendo e superando gli errori del passato”.

Janine Anez, che 11 mesi fa si era autoproclamata presidente ad interim ed era in corsa per la presidenza, ha riconosciuto la vittoria del rivale, una scelta che potrebbe evitare nuovi colpi di scena o golpe atlantici.

Nonostante i timori della vigilia, il voto si è svolto in un clima di sostanziale tranquillità, come riconosciuto anche dagli ispettori Onu.

Secondo l'istituto Ciesmori, il Mas ha ottenuto il 52 per cento delle preferenze, contro il 31 per cento dei Comunità cittadina (cc), il partito dell'ex presidente Carlos Mesa, giunto secondo. Il partito di Morales si sarebbe imposto soprattutto nella città sede del governo, La Paz (65 per cento contro 31 per cento del Cc), e nel tradizionale "feudo" socialista di Cochabamba (63 per cento contro 34 per cento). Gli exit poll realizzati da "Tu Voto Cuenta" assegnano ad Arce il 53 per cento delle preferenze contro il 30,8 per cento di Mesa.

Il Mas, da anni al potere dove ha realizzato importanti riforme sociali a vantaggio della comunità ha ottenuto il controllo di ambo le Camere.

Il nuovo presidente è stato ministro delle Finanze della Bolivia in due occasioni: dal gennaio del 2006 al giugno del 2017 e dal gennaio a novembre del 2019, momento del golpe che ha rovesciato il presidente Morales che aveva vinto le presidenziali con le opposizioni che, spinte da Washington, non avevano voluto riconoscere il voto ed accettare la sconfitta.


Fabrizio Di Ernesto - Agenzia Stampa Italia

 

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