“Dal Barocco al Jazz”. È uscito il nuovo disco di Luca Petrosino  e Giammarco Volpe

(ASI) È uscito in Italia il nuovo disco di Luca Petrosino (Mandolino Classico) e Giammarco Volpe (Chitarra Classica). La storia del mandolino classico, strumento italiano per eccellenza, si snoda lungo più di quattro secoli e s’intreccia con tutti i generi, dalla canzone all’opera, potendo contare su un repertorio quasi illimitato.

In virtù della sua ampia estensione praticamente ogni tipo di melodia può essere composta, adattata e trascritta per questo strumento.

Da Vivaldi (Concerto per mandolino e orchestra) a Beethoven (2 Sonatine Adagio e Andante con variazioni per mandolino e pianoforte), passando per Mozart, che fa intonare a Don Giovanni la propria serenata alla cameriera di Donna Elvira (“Deh, vieni alla finestra”) e fino a Mahler (Sinfonia n. 7 e Das Lied von der Erde) e Stravinskij che lo inserisce nell’organico orchestrale per il balletto Agon coreografato da Balanchine.

Moltissimi compositori si sono serviti del timbro delicato, espressivo e cantabile del mandolino, della sua sonorità dolce e argentina, come pure del caratteristico effetto del tremolo che con esso si riesce a realizzare in pieno.

Questa premessa serve per mettere a fuoco l’idea che guida il lavoro di La Volpe e Luca (dal Barocco al Jazz, titolo dell’opera discografica appena “sfornata”), duo composto da Luca Petrosino (mandolino e mandola) e Gianmarco Volpe (chitarra classica e acustica).

Il Progetto cultural – discografico, intende mostrare l’incredibile versatilità del mandolino attraverso brani che si irradiano lungo tutta la storia della musica occidentale fino a esondare in altre geografie, che sono poi quelle raggiunte da italiani e portoghesi durante i movimenti migratori tra la fine del XIX e il primo quarto del XX secolo.

 Dalle confluenze e rimodulazioni di stili nascono nuovi “Forme musicali” e anche nuove possibilità espressive.

Ne sono un esempio due strumenti tipici del Brasile, il bandolim a otto corde, e il più semplice cavaquiño (dal cui adattamento deriva anche l'ukulele hawaiano), parenti prossimi del mandolino.

 A partire dai primi del ’900 il crescente intreccio tra culture è il segnale di partenza di un’era di “contaminazioni” che vede il mandolino ritagliarsi un ruolo centrale.

 Il mandolino dal Barocco al Jazz, non avendo presunzione di completezza, può essere considerato un compendio di letteratura musicale comparata e molto di più.

 È un attraversamento di mondi e al tempo stesso un tributo ai tratti unitari che ricorrono nelle differenze, questo il messaggio che i Maestri Petrosino e Volpe hanno inteso promuovere in quest’epoca convulsa invasa da pandemie e venti di guerra.

E allora W il Mandolino, w la Chitarra, w la Musica, W la PACE.

Espedito De Marino

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