Guerra del Vietnam. Il dolore dei familiari MIA
(ASI) Mrs Marion Man non ha più notizie di suo fratello, il maggiore Dean Klenda, dal Settembre 1965 quando, in volo sul Viet Nam del Nord, è stato costretto a lanciarsi col paracadute.
Quarantotto anni senza sapere nulla, senza neanche conoscere quale sia stata la sorte di quel ragazzo aviatore che pare essere stato inghiottito dalla storia.
Ma anche dopo quasi secolo Marion non ha voluto arrendersi all'idea di non avere più notizie di Dean e oggi ha chiesto al governo americano di continuare a cercare i di trovare qualcosa, anche poco, dei resti del maggiore, uno dei tanti MIA americani.
MIA è un acronimo inglese che sta per Missing in Action, morti in azione e fa riferimento ai militari che risultano dispersi in azione di guerra.
Seconda Guerra Mondiale, Corea, Viet Nam, voli e azioni di spionaggio nel corso della guerra fredda: non sono pochi i militari americani che ancora non rispondono all'appello, dei quali non si è mai conosciuta la sorte e che a tutt'oggi non sono classificabili come KIA (killing in action, uccisi in azione). A differenza dei caduti, infatti, dei MIA si conosce sono la data della scomparsa, lasciando così i familiari nel tormento di non avere la certezza che il congiunto sia deceduto, ancora prigioniero, vivo o malato. E soprattutto senza neanche una tomba o una spoglia mortale sulla quale pregare.
Marco Petrelli – Agenzia Stampa Italia