(ASI) L’incontro tra la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein e l’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama dello scorso 9 maggio a Toronto, in Canada, è intervenuto a margine del “Global Progress Action Summit”, l’evento internazionale che ha riunito i leader e i rappresentanti politici progressisti provenienti da diversi Paesi occidentali, come spazio di confronto sulle trasformazioni dell’ordine internazionale e sul futuro delle forze progressiste.
La Schlein si è presentata al vertice canadese in prosecuzione di un percorso politico internazionale ben preciso, avviato negli ultimi anni dal Partito Democratico. La segretaria del Pd aveva infatti già partecipato all’edizione precedente del summit, tenutasi a Londra nel 2025. E proprio poche settimane prima dell’appuntamento di Toronto, la Schlein aveva anche preso parte a un incontro tra leader progressisti a Barcellona promosso dal premier spagnolo Pedro Sánchez.
La segretaria del Pd ha spiegato pubblicamente che il confronto si è concentrato sulla necessità di ricostruire un ordine internazionale fondato su cooperazione, dialogo e relazioni reciprocamente collaborative, considerando la crescita dei movimenti nazionalisti e sovranisti in Europa e Nord America. La segretaria del Pd ha inoltre collegato il tema internazionale alla situazione politica italiana a quella europea: durante il summit ha dichiarato che le destre nazionaliste stanno fallendo sulle politiche economiche e sociali, citando l’Ungheria di Viktor Orbán come esempio di difficoltà crescente per i governi conservatori europei. Nel suo discorso ha infine affermato, Orban ha perso, non governa più e come lui perderanno Trump e Meloni.
Sul piano politico italiano, il viaggio in Canada rappresenta anche un tentativo del Partito Democratico di rafforzare il proprio profilo internazionale in vista delle future elezioni italiane. Da quando è diventata segretaria del Pd nel 2023, Schlein ha infatti più volte insistito sulla necessità di costruire un campo progressista ben più ampio e collaborativo di quello attuale.
Carlo Armanni - Agenzia Stampa Italia



