Umbria. Gualdo Tadino: due cani morti per sospetto avvelenamento. Nella zona altri episodi recenti.
(ASI) Umbria. Gialdo Tadino. Due cani sono morti per presunto avvelenamento a San Pellegrino,una frazione di Gualdo Tadino. Ne danno notizia i volontari dell’associazione Animali Mind Italia ODV E.T.S di Gubbio, che avevano seguito i due cani nei loro percorsi di adozione. I cani erano ospiti a casa e nel giardino protetto di una volontaria dell’associazione. Si tratta degli ultimi episodi di una serie ai danni di cani e gatti della zona compresa tra Gualdo e Valfabbrica, tra sparizioni e avvelenamenti. Prima c’era stata la morte di Joy, un cane ancora giovane, poi quella di Cico. E, adesso, le morti di Romeo e Tina. Come detto, causa (al momento presunta, sono in corso gli accertamenti) delle morti è l’avvelenamento con sostanze da individuare.
Tina viene definita da Roberta, la volontaria che la ospitava e accudiva, una dolcissima segugia. Aveva sui 12 anni, una vita trascorsa in canile, poi un paio di anni fa venne adottata. Ma, il destino, a volte è crudele e con lei lo è stato ancora di più perché il suo proprietario è morto poco tempo dopo l’adozione. L’associazione Animal Mind Italia, comunque, non l’ha mai abbandonata. Così, da un po’ di tempo era in stallo da una volontaria di Gualdo Tadino, in attesa di una nuova famiglia. Ma questa speranza è stata spezzata dalla morte improvvisa. Anche per Romeo si ha il sospetto di un avvelenamento. Romeo aveva perso la proprietaria e gli eredi lo avevano affidato ad Animal Mind. Diffidente al limite dello scontroso, Romeo piano piano era diventato docile e socievole.
Anche per lui l’associazione era alla ricerca di una famiglia che lo adottasse, possibilità che gli è stata brutalmente negata.
Nessuno di questi cani, sottolineano le volontarie, era fastidioso e tale da suscitare l’attenzione di chi non ama gli animali. Questo rende ancor più inspiegabile quello che è successo. E adesso, in molti si chiedono cosa stia succedendo tra Gualdo Tadino e Valfabbrica.
Intanto, occorrerà vedere se i dubbi di avvelenamento avanzati della veterinaria che si è occupata del caro saranno supportati dai referti dell’esame necroscopico.
Nel frattempo l’associazione lancia un appello affinché se qualcuno sa o ha visto qualcosa, lo dica, perché “tacere equivale ad essere complice, e uccidere un cane o un gatto non è giuridicamente ed eticamente diverso dall’uccisione di un umano”. Animal
Mind ha anche provveduto a incaricare l’avvocata Valeria Passeri per le azioni di rito.
Ernesta Cambiotti
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