Oro in calo, il petrolio sale: i mercati temono una Fed più severa
(ASI) L'oro scende sui mercati internazionali mentre il petrolio riprende la sua impennata dei prezzi, rafforzando le aspettative degli operatori su una possibile stretta monetaria negli Stati Uniti. Il metallo prezioso ha perso terreno alla vigilia della riunione della Federal Reserve, la banca centrale americana, mentre il prezzo del greggio è tornato sopra i 100 dollari al barile.
Il movimento dei due mercati tuttavia, nasconde una preoccupazione più ampia e comune: il rischio intrinseco è che l'aumento dei costi energetici renda più difficile riportare l'inflazione sotto controllo.
Per quanto riguarda il rialzo del Brent, tra gli elementi che pesano sulle quotazioni c'è la temporanea chiusura dell'oleodotto East-West dell'Arabia Saudita, che è stata decisa a seguito degli attacchi nella regione. La linea dell’oleodotto rappresenta la principale alternativa al trasporto del petrolio via mare, attraverso lo Stretto di Hormuz. Ma il problema per i mercati non riguarda soltanto il prezzo del greggio. Un petrolio più caro contribuisce ad aumentare i costi di trasporto e di produzione, alimentando così l'inflazione. È questo il collegamento che in queste ore sta condizionando le aspettative sulle prossime decisioni della Federal Reserve.
La pressione sull'oro invece si è rafforzata contestualmente al rialzo del petrolio e a seguito degli ultimi dati sull'inflazione americana. Il Bureau of Labor Statistics ha infatti recentemente comunicato che l'indice dei prezzi al consumo statunitense è aumentato dello 0,4% ad agosto e del 3,4% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. D’altro canto l'oro non produce interessi, e l'attrattività verso titoli remunerati con tassi più elevati, penalizza gli investimenti sul metallo prezioso, che diventa così meno conveniente per gli investitori.
La Federal Reserve si riunisce in questi giorni per valutare la situazione e decidere la politica monetaria. Stante le variazioni di mercato e i dati sull’inflazione, le ipotesi più plausibili e le aspettative di mercato più probabili, si sono spostate verso l’adozione di una politica più restrittiva, ossia una politica che tende a rendere il denaro più costoso per frenare l'inflazione.
Carlo Armanni - Agenzia Stampa Italia
Foto AI ChatGPT su prompt di Carlo Armanni
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