(ASI) "Non sono passati in Senato, in occasione della votazione della Legge di Bilancio 2019, i due emendamenti caldeggiati dall’Associazione Nazionale Vittime del Dovere e che avrebbero fatto maturare a chi ha servito lo Stato rimettendoci, nella migliore delle ipotesi, parte della loro autonomia fisica, il diritto al collocamento obbligatorio e un risarcimento mensile".

 

-A darne notizia sono con una nota  il componente della Segreteria UIL CST Adriatica Gran Sasso Mauro Nardella e il Segretario Generale della UIL PA Abruzzo Franco Migliarini-

 

"La UIL PA Abruzzo si dice esterrefatta di tutto ciò e solidarizza con l’Associazione Nazionale Vittime del Dovere e con la sua presidente Emanuela Piantadosi orfana del padre Stefano vilmente ammazzato da un detenuto in permesso premio in quel di Milano Opera, il 15 giugno del 1980.

Quello che è successo in questa tornata consessuale ha davvero dell’incredibile. Se da una parte, anche se a parole, abbiamo visto politici  inneggiare alle Forze dell’Ordine dall’altra, quando alle parole avrebbero dovuto seguire i fatti, si è visto il Senato bocciare due sacrosanti emendamenti che avrebbero dovuto rendere la vita più facile a chi si è immolato per la salvaguardia della causa dello Stato ma che di fatto li mantiene relegati a meri cercatori di giustizia.

-Precisano  Nardella e Migliarini –

 Riteniamo questa partorita dal Senato una scelta scellerata visto che questi provvedimenti non sarebbero stati una spesa, ma un risparmio. Infatti inserendoli nella legge di Bilancio 2019 si sarebbe evitata alle famiglie delle vittime l’umiliazione di affrontare ed attivare un paradossale procedimento giudiziario e altri costi a carico della comunità, ossia, le spese di giudizio generate dalla costante soccombenza dello Stato, anche perché, ad oggi, le sentenze a favore delle vittime rappresentano il 100%  delle cause, stante l’intervento della Corte di Cassazione a Sezioni unite.

-sottolineano i sindacalisti UIL-

Non vogliamo assolutamente immaginare come l’abbia potuta prendere, una notizia come questa, Andrea Paglieta il Poliziotto Penitenziario sfregiato con dell’olio bollente da un ergastolano ndranghetista.

Andrea sta pagando con i suoi tatuaggi fatti di pelle raggrinzita dal calore dell’olio che, con immane violenza, un detenuto, che non accettava evidentemente le regole impartite dallo Stato, gli ha scagliato addosso.

Ora Andrea, siamo convinti, vive la sua difficile situazione, così come tra l’altro fanno già le migliaia di vittime del dovere italiane, con la speranza che un giorno gli venga riconosciuto ciò che merita di avere.

-rincara Nardella-

Con tale assurda decisione non vorremmo che i politici, che tanto dicono di voler bene alle forze di polizia, facciano ricadere i tanti sfortunati malcapitati in vittime eterne di un sistema che sarebbe meglio cambi e al più presto".

-Concludono i dirigenti UIL.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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