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Italia

Ambiente, Coldiretti/Novamont, primo atto per lo sviluppo di oro vegetale prodotto in Italia

Di Redazione ASI 28 Marzo 2019 – 00:33 3 min di lettura

Accordo Coldiretti Novamont2ok(ASI) Nasce il primo patto nazionale per lo sviluppo di olio di girasole Made in Italy destinato alla produzione di biolubrificanti, bioplastiche e bioerbicidi e ottenuto dai campi del Belpaese.

 

L’intesa siglata da Coldiretti, Novamont, Filiera Agricola Italiana e Consorzio Agrario dell’Umbria rappresenta un ulteriore tassello, dopo la filiera del cardo in Sardegna, in direzione della bioeconomia circolare, basata sullo sviluppo di filiere agricole innovative, integrate nel territorio e connesse con le bioraffinerie del nostro Paese.

Valorizzando le potenzialità dei campi diffusi principalmente fra Marche, Umbria e Toscana, per un totale di 114mila ettari con un trend di crescita stimato per il 2019 del +2,9%, l’accordo parte da una base di 25mila quintali di semi ottenuti dalla coltivazione di girasoli ad alto contenuto di acido oleico, con i quali si produrrà olio utilizzabile nelle bioraffinerie del gruppo Novamont. Per il 2019 si parte con 1.200 ettari seminati dal Consorzio Agrario dell’Umbria; la scelta del girasole è da ricondursi anche al fatto che può essere coltivato in aree difficili, in terreni sia pesanti che sabbiosi, originando, inoltre, un’opportunità di reddito aggiuntivo per gli agricoltori.

L’olio ottenuto può essere valorizzato anche in combinazione con altri oli vegetali da colture oleaginose a basso impatto nella direzione di sviluppo di bioprodotti ideati per fornire soluzioni uniche e sostenibili all’inquinamento degli ecosistemi, quali biolubrificanti per uso agricolo, monomeri per le bioplastiche, bioerbicidi a base di acido pelargonico.

Dopo la spremitura per ottenere olio grezzo si passa alla prima raffinazione. Il prodotto così ottenuto affronta quindi un’ulteriore fase di lavorazione per l’ottenimento di bioprodotti destinati a differenti settori. Dalla prima fase di spremitura si ottiene anche farina di girasole che, come la farina di cardo e altre oleaginose a basso impatto della filiera, viene recuperata per essere utilizzata nell’alimentazione degli animali nelle stalle italiane, dando vita ad una economia circolare che valorizza gli scarti e tende ad una radicale diminuzione degli sprechi.

“L’intesa con Novamont – spiega Ettore Prandini, presidente di Coldiretti – è un passo strategico importante per la costruzione di un’economia sostenibile che, partendo dagli agricoltori, estende i suoi benefici a tutta la filiera, dall’industria fino ai consumatori, unendo ricerca, innovazione e rispetto dell’ambiente. L’alleanza con Novamont si inserisce perfettamente in un contesto italiano che può contare sull’agricoltura più green d’Europa con il primato della sicurezza alimentare a livello mondiale. È necessario passare da un sistema che produce rifiuti e inquinamento verso un nuovo modello economico circolare legato ai territori”.

“Il patto siglato oggi con Coldiretti rappresenta un tassello importante di un approccio strategico condiviso per mettere in pratica i concetti di bioeconomia circolare e di innovazione continua sui territori – dichiara Catia Bastioli, amministratore delegato Novamont. Partendo proprio dall’effetto trainante di prodotti innovativi che superano il rischio di accumularsi anno dopo anno nel suolo e nelle acque, insieme, sarà possibile sviluppare filiere integrate che partono dal suolo e ritornano al suolo moltiplicando i progetti integrati locali, contrastando una crescita lineare dei volumi, contenendo le quantità e lavorando sullo stesso valore aggiunto delle filiere”.

 

 

 

 

*La Coldiretti autorizza i giornali ASI  la libera e gratuita pubblicazione dell’immagine che raffigura la firma del presidente della Coldiretti Ettore Prandini e dell’Amministratore delegato di Novamont Catia Bastioli del primo patto nazionale per lo sviluppo di olio di girasole Made in Italy destinato alla produzione di biolubrificanti, bioplastiche e bioerbicidi

                                                              

Nota della Redazione

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