freccero2(ASI) Intervista a Carlo Freccero su tematiche attuali e di grande impatto mediatico come il Covid-19, le diverse misure di contenimento, connessioni con le crisi economico-finanziarie degli ultimi anni. A seguire le domande della Redazione di Agenzia Stampa Italia.

 

Questa epidemia le cui origini sembrano molto sospette, qualcuno l’ha definita una tappa di un progetto molto più ampio. Tutto ciò va liquidato come complottismo oppure c’è dell’altro?

Ci sono, secondo lei, connessioni con le proposte del World Economic Forum (WEF)? 

Posta la necessità d’intervenire per tutelare l’ambiente, non teme che questa esigenza possa essere strumentalizzata per nuove e più sofisticate forme di speculazione finanziaria o addirittura per imporre una drastica riduzione dei consumi alle classi medie-basse?

Le risposte di Carlo Freccero

 Economia, crisi finanziaria,  pandemia e reset.

Crisi sanitaria e e crisi economica: cosa viene prima?

Ufficialmente la crisi sanitaria ha creato la crisi economica. Nella realtà le cose sono molto più complesse perché il discorso comprende non solo pandemia ed economia, ma anche la finanza. La guerra è da sempre fra economia reale e finanza. Le crisi che viviamo dal 2008, non sono crisi economiche, ma finanziarie e sono prodotte dalla moneta fiat a debito. Mi spiego: moneta fiat significa moneta che viene emessa   senza nessuna relazione con la ricchezza  reale, ma è emettendo debito. Il debito cresce sino a creare una bolla che periodicamente esplode creando una crisi.   La finanza, quanto crolla come un castello di carta, cerca di rifarsi appropriandosi della economia reale.

Il progetto di lanciare una pandemia è stato concepito parecchio tempo fa. In particolare è almeno dal 2010 che la Fondazione Rockefeller ne ha descritto tutte le tappe in una sua ricerca.  Il progetto poteva comunque restare ancora in attesa se non si fosse creata una terribile crisi finanziaria. Nel settembre 2019 la finanza stava per implodere per mancanza di liquidità. Si passò così da una visione di austerità che cercava di condannare il debito, ad “un invasione di moneta" da parte delle banche centrali. Ma il pericolo successivo era l’inflazione. Bisognava impedire alla moneta di circolare, per non mettere in moto l’inflazione. Da qui la demolizione vera e propria della economia reale, il sequestro di quei cittadini che spendendo e consumando potevano riportare in vita l’inflazione. Ecco che la pandemia ha creato il pretesto per impedire alla moneta di circolare. I cittadini sono stati messi agli arresti domiciliari con il lockdown a causa della pandemia.

In questo stesso periodo,  Klaus Schwab  pubblica “Covid-19 the Great Reset”  (luglio del 2020).

Nel libro manifesto sono inserite tutte le istruzioni per gli Stati, prima per limitare l’inflazione con i lockdown e poi per smantellare l’economia reale con l’agenda verde e transizione ecologica. Lo scopo finale? Risarcire la finanza, con la crisi pandemica, appropriarsi dell’economia reale, attualmente in mano a cittadini e piccole imprese. Infatti da quando la pandemia è iniziata le multinazionali hanno moltiplicato i guadagni, mentre la gente comune è sempre più povera. Altro punto fondamentale del libro “Covid-19  the Great Reset” è la negazione della privacy che è legata all’ossessione del controllo che ha ispirato un altro libro di Klaus Schwab  “La quarta rivoluzione industriale con la prefazione di John Elkann. L’uomo deve integrarsi con l’intelligenza artificiale diventando un ibrido uomo-macchina.

 

Fine 1ª parteparte segue.

 

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