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Italia

Le potenze militari non garantiscono il futuro dell’umanità, afferma il Papa all’Angelus

Di Carlo Armanni 9 Febbraio 2026 – 08:58 2 min di lettura

(ASI) - Papa Leone XIV durante l’Angelus domenicale di ieri mattina, ha rilanciato un messaggio sulla stretta relazione tra le potenze armate e il futuro dell’umanità.

Il Pontefice ha evidenziato che le strategie di potenze economiche e militari non creano un futuro sostenibile per l’umanità, poiché all’opposto, il futuro sta invece nella pace, creata con il rispetto e la fratellanza tra i popoli, per i quali ha invitato i fedeli presenti in Piazza San Pietro a Roma, a continuare a pregare.

Il Papa ha espresso queste parole nel contesto della celebrazione dell’Angelus e nel corso della Giornata di preghiera e riflessione contro la tratta di esseri umani, una ricorrenza liturgica che quest’anno cade in concomitanza con la sua riflessione sulla pace globale. Nel medesimo discorso ha richiamato l’attenzione sulla dignità umana e sull’esigenza di rispetto reciproco tra i popoli, collegando il tema della pace alla tutela della vita e della dignità di ciascun individuo.

La critica pontificia rivolta alle strategie della potenza militare non si limita soltanto a un rifiuto ideologico della “potenziale violenza”, ma richiama anche alla necessità di una visione di pace, che deve essere fondata sulla cooperazione, sulla dignità umana e sul rispetto reciproco.

Il riferimento alle strategie di potenze economiche e militari richiama un nucleo critico del suo messaggio: la storia, secondo il Papa, mostra che il predominio basato sulla forza economica o militare, non costruisce un futuro sostenibile e pacifico per l’umanità. Questa affermazione si inscrive nella riflessione più ampia della Chiesa cattolica secondo cui la pace non è semplicemente assenza di conflitto, ma richiede strutture sociali e relazioni internazionali fondate sulla giustizia, sulla fraternità e sul rispetto della persona umana.

Il Papa ha inoltre invitato alla preghiera per le vittime della violenza in Nigeria, riferendosi ai recenti attacchi che hanno provocato numerose vittime civili, e ha espresso vicinanza alle autorità impegnate nella sicurezza dei cittadini nigeriani. Questo appello si inserisce nell’ampio quadro delle crisi mondiali contemporanee, dove questioni di terrorismo, conflitti interni e violazioni dei diritti umani si intrecciano con dinamiche geopolitiche sempre più ampie e spesso predominanti.

Carlo Armanni - Agenzia Stampa Italia

Foto AI Sora su input Carlo Armanni

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