(ASI) - L’Unione Europea ha presentato il ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Federazione Russa in risposta alla guerra in Ucraina, con l’obiettivo esplicito di ridurre le entrate derivanti dalle esportazioni dell’energia di Mosca.
Queste infatti, costituiscono una parte piuttosto significativa del bilancio statale, che si aggira tra il 23-25%, cercando pertanto di complicare la capacità del Cremlino di continuare a finanziare il conflitto.
Il 20° pacchetto è stato annunciato dalla Commissione europea lo scorso 6 febbraio a Bruxelles ed è attualmente in fase di discussione da parte dei governi dei 27 Stati membri per la successiva adozione formale entro fine febbraio, in concomitanza del quarto anniversario dell’invasione dell’Ucraina, il 24 febbraio 2026.
Secondo le dichiarazioni ufficiali della presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, le nuove misure includono un divieto totale di servizi marittimi per il greggio russo, intesi come servizi di manutenzione, rimorchio e assicurazione per le petroliere di Mosca, il tutto volto a rendere più difficile e oneroso il trasporto di petrolio verso i mercati globali e, di conseguenza, a una diminuzione delle entrate energetiche di Mosca. Secondo i dati citati dalla Commissione stessa, le entrate derivanti da petrolio e gas russe sono diminuite del 24 % nel 2025 rispetto all’anno precedente, attestandosi ai livelli più bassi dal 2020, a conferma di un forte impatto delle sanzioni in corso.
Il divieto punta inoltre a colpire la cosiddetta shadow fleet, ossia la flotta ombra di navi cisterna registrate in Paesi terzi o con bandiere “di comodo” che operano per aggirare le restrizioni internazionali sul trasporto di petrolio russo, prevedendo l’aggiunta di altre 43 navi a una lista già ampia di imbarcazioni soggette a divieti.
La strategia è coerente con l’azione politica europea avviata sin dal 2022, durante la quale l’Unione ha cercato di ridurre la dipendenza energetica dalla Russia con un piano noto come REPowerEU, un piano a di lungo termine che combina misure di diversificazione delle forniture, accelerazione sulle energie rinnovabili e rafforzamento dell’indipendenza energetica. Tale piano anticipa lo stop definitivo alle importazioni di petrolio e gas russi entro il 2027, decisione approvata formalmente anche dal Parlamento europeo nel dicembre 2025
Carlo Armanni - Agenzia Stampa Italia
Foto AI Sora su input Carlo Armanni




