(ASI) Padova - E' passata qualche settimana dalla denuncia "bomba" lanciata da Nicola Bizzi, storico e giornalista, che attraverso fonti di intelligence è riuscito a ricostruire la natura del lockdown, ossia quanto esso sia stato imposto ai Governi nazionali tramite fondi occulti acquisiti sottobanco e debitamente secretati.

Sempre secondo Bizzi, il Governo Italiano è completamente eterodiretto da delle forze, quali il Fondo Monetario Internazionale che hanno imposto il lockdown, cercando di convincere, a suon di dollari, tutte le nazioni estere. Tuttavia, non tutte hanno reagito come l'Italia. Da una parte abbiamo trovato democrazie solide, come nel nord Europa, che hanno impedito la delegittimazione delle costituzioni nazionali e la limitazione totale delle libertà personali, oppure paesi africani, che hanno pubblicamente denunciato questi tentativi di corruzione. Dall'altra, abbiamo nazioni come Italia, Francia, Spagna, Serbia, Bulgaria che han imposto il lockdown, imponendo decreti incostituzionali e limitando la libertà personale degli individui. Paradossalmente la denuncia più grande è quella fatta dal Presidente bielorusso Lukashenko, passato in poche settimane da leader di una nazione a nemico numero uno. Questo poiché ha rifiutato di imporre il lockdown alla sua nazione, distanziamento e mascherine. Ha avuto il coraggio di declinare una prima offerta del Fondo Monetario Internazionale di 92 milioni di dollari, passati in poco tempo alla cifra spropositata di 920 milioni! Il tutto, per imporre la chiusura totale anche ad una piccola nazione come la Bielorussia. Lukashenko è ora vittima della classica rivoluzione colorata, che mira a spodestare un leader scomodo. In ultima analisi, il Bizzi ricorda come in certe nazioni, come la Grecia, la Chiesa Ortodossa abbia posto un forte muro contro il lockdown, al contrario di quella Cattolica, che come tutti ricorderemo, ha imposto la chiusura delle chiese (proprio per bocca di Papa Francesco), violando il principio costituzionale della libertà di culto. I grandi autori di questa operazione, si possono identificare, sempre secondo Bizzi, nel Fondo Monetario Internazionale, nell'OMS, cioè l'Organizzazione Mondiale della Sanità.

La denuncia di Nicola Bizzi e l'intervista rilasciata in lingua inglese, sono reperibili qui (1), ed è compito anche di questa redazione, ragionare sulle ipotesi ventilate dal giornalista.

Le denuncie alla limitazione della libertà personale, sono state ben evidenziate tra le pagine di Agenzia Stampa Italia, tra le prime a richiedere la riapertura del Paese. Ora, possiamo impostare una riflessione sul "colpo di stato globale" che il Bizzi descrive nelle sue righe.

Il fatto che i Governi fossero già informati da settembre 2019 di quanto sarebbe poi accaduto, è un'ipotesi plausibile, poiché, ricorderemo tutti che quello italiano ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 31 gennaio 2020 la dichiarazione dello Stato d'Emergenza, ben prima quindi dell'attuazione di tutti i provvedimenti per il contenimento del Coronavirus (senza tuttavia informare la popolazione civile con un'adeguata copertura mediatica).

Il resto, è storia: progressiva chiusura del paese, limitazione delle libertà personali, violazione di ogni principio costituzionale (e non lo ha detto Agenzia Stampa Italia, ma insigni costituzionalisti, quali Bertolissi, Ainis, Cassese, politici come Sgarbi, Salvini, Siri, medici e uomini dello spettacolo), dispiegamento di forze dell'ordine sul territorio per monitorare gli spostamenti della popolazione (ricorderete gli inseguimenti in elicottero di chi faceva jogging, o il planare di un altro elicottero sulla terrazza privata di una famiglia di Palermo), crollo dell'economia, imposizione dello smart working, volontà di salvare in assoluto i mesi di agosto e settembre (quest'ultimo per le elezioni regionali ed il referendum costituzionale).

Parimenti, come ci dice il Bizzi, gli organi mediatici hanno imposto l'attenzione, solo ed esclusivamente sul Coronavirus, imponendoci una macabra conta dei morti quotidiana in prima tv (sui quali occorre ricordare, non è mai stata fatta alcuna autopsia che specifichi le cause di decesso), tenendo altissima la tensione, terrorizzando in parte la popolazione civile, giocando sulle paure inconsce.

Viene sempre da chiedersi, se vi fosse veramente un forte fattore virale tuttora in circolazione, se siano sufficienti misure come una mascherina chirurgica, il distanziamento e il lavaggio delle mani continuo con gel e saponi. Pochissimi sono inoltre gli esperti del settore, e a distanza di quasi un anno, di questo virus, sappiamo tutto ed il contrario di tutto: che sia forte e debole, resistente e mutato, pandemico o isolato, che sia più contraibile nelle persone più alte di centottanta centimetri (ebbene, è stato detto anche questo) e che in tram si debba stare meno di quindici minuti.

Torniamo tuttavia alla denuncia principale del Bizzi, ossia l'occultamento di fondi segreti per imporre il lockdown. Se Paesi come l'Italia, la Serbia, la Francia a tutti gli effetti avessero accettato importanti cifre di denaro per imporre i lockdown nei rispettivi Paesi, sarebbero complici di crimini efferati: crollo delle economie nazionali, attentato alle Costituzioni, limitazioni delle libertà personali dei cittadini, distruzione dei tessuti sociali, imposizione di modelli di lavoro non voluti e spesso, non coincidenti con il benessere della nazione.

Un ultimo dubbio, prima di concludere quest'articolo. Matteo Salvini, ex Ministro dell'Interno, ha enigmaticamente lasciato il suo Ministero nell'agosto 2019, dopo le sparate al Papete. Scrivo enigmaticamente, poiché il vero motivo, non lo ha compreso nessuno, e ancora oggi, da parte sua sono arrivate solo generiche motivazioni (non si poteva lavorare con Toninelli, Di Maio, Conte), e tutti lo reputano giustamente un suicidio politico. Anch'egli sapeva qualcosa (d'altronde il Ministero dell'Interno ha le sue fonti di intelligence) di quanto si sarebbe abbattuto sul mondo? Ha preferito allontanarsi per non essere lui in prima persona ad adottare i provvedimenti restrittivi, o semplicemente ha lasciato l'onere alla collega Lamorgese? La differenza temporale è minima, il Bizzi parla di Settembre, Matteo Salvini lascia il Ministero in Agosto. Il Conte bis nasce subito dopo.

Se quanto ha riportato il Bizzi corrispondesse a verità, e noi, come Agenzia Stampa Italia ci limitiamo a riflettere su quanto ha denunciato in diretta mondiale il ricercatore, si tratterebbe di un vero e proprio attacco globale alle libertà e alle democrazie, che non ha escluso nessuno, dal medio oriente all'America latina, dagli Stati Uniti alla Russia. Urge immediatamente una verifica di quanto denunciato, poiché in ballo ci sono le nostre esistenze.

Valentino Quintana per Agenzia Stampa Italia

 

(1) https://www.databaseitalia.it/esclusivo-il-giornalista-italiano-bizzi-sapevano-del-coronavirus-dallo-scorso-autunno-il-presidente-serbo-vucic-ha-preso-i-soldi/

 

 

 

* Nota  - ASI precisa: la pubblicazione di un articolo in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati rappresentano pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto  il contenuto delle dichiarazioni di Nicola Bizzi comportono assunzioni di responsabilità da parte dell'autore. L' intento del giornale è di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente invitiamo i lettori ad approfondire sempre l'argomento trattato, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d'interpretazione.

 

ASI precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull'argomento trattato, il giornale ASI è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d'interpretazione

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