Intervista al Maestro Mauro Di Domenico, chitarrista - compositore

MauroDiDomenico(ASI) Intervista al Maestro Mauro DI Domenico, Chitarrista - Compositore

Grande Maestro, la Tua storia inizia da lontano. Figlio d’arte, del noto Tenore Lello Di Domenico, hai intersecato amicizia e sodalizi con le “vette” della Musica internazionale, dagli Inti-Illimani a Massimo Ranieri, da Alirio Diaz a Paco Pena, da Company Segundo a Cloris Brosca, da Mauro Pagani a Maurizio Scaparro, da Giancarlo Giannini ad Arisa, da Nicola Piovani a Fiorella Mannoia, da Roberto Benigni a Gigi Proietti.  Hai tenuto migliaia di Concerti in tutto il mondo, fin dall’inizio (che io ho avuto il privilegio d’assaporare) il Tuo destino era segnato. Oggi come vivi il Tuo successo e soprattutto la responsabilità di comunicare la “Grande Musica” ?

 

Ti ringrazio per le belle parole di stima…grazie. Guarda dopo oltre 50 anni di musica in giro per il mondo ancora mi tremano le gambe prima di entrare in scena, non ci si abitua mai, (almeno per me) e questa la dice lunga sul rispetto che ho verso il pubblico misurando bene il “peso” di quello che suono, che dico e comunico. Poi la magia del suono mi aiuta a sciogliere tutte le caute riserve e di conseguenza viaggio in serena sintonia con la calda risposta del pubblico.      

                                                                                                                                                                                        

Maestro, abbiamo (se posso permettermi) l’onore d’aver avuto un grande Maestro di Chitarra, Eduardo Caliendo, Tu sei stato uno fra i suoi prediletti, in Te (pubblicamente) si è “compiaciuto”. Com’è stato il rapporto con il Maestro e l’Uomo CALIENDO ?

Il grande Eduardo è stato per me non solo il Maestro che mi ha dato tutto quello che era in lui in termini di conoscenza come Chitarrista e Musicista dalla vasta cultura, Eduardo è stato un secondo padre al quale devo tutto anche in termini di crescita come individuo, come uomo. Quando vivevo ancora a Napoli fino al 1982, la sua casa era diventata la mia casa, Eduardo era diventato il mio riferimento costante con il compiaciuto assenso di mio padre Lello, oltretutto suo antico amico e collega di avventure musicali. Per Eduardo e Enza, Sua moglie, io ero “Mauruccio”…il figlio che loro non hanno avuto riversando su di me tanta attenzione e affetto. Ancora oggi la cara Enza quando ci sentiamo ( almeno tre volte al mese) esordisce con il rituale “ ueee Mauruccio quando vieni, dai che ti preparo gli spaghetti che piacciono a te…” 

E comunque Eduardo e mio padre Lello sono al mio fianco in ogni scelta artistica operata fino ad oggi, li sento sempre presenti e vivi in ogni nota.

                                                                                                                                                                

Maestro, un'altra “Amicizia” annoveri fra quelle più longeve e soprattutto più ricche di produzioni, quella vissuta al fianco dell’immenso Ennio MORRICONE.

Ce ne parli ?

Con Ennio è un meraviglioso capitolo a parte, ho avuto il privilegio di essergli amico e di godere della sua stima per oltre 27 anni, il nostro rapporto era lontano dalla luce dei riflettori e dal rumore mediatico…il nostro rapporto si fondava sul rispetto reciproco e una tacita condivisione di idee, un modo di “vedere” la comunicazione attraverso la musica. Tanti incontri privati a casa sua, io lui e la sua cara moglie Maria, confrontandoci sul mio progetto a Lui dedicato seguendo i suoi consigli e soprattutto le cose da evitare…Ennio era molto selettivo nei rapporti con le persone ed era immerso totalmente nella Musica.

Ma con me è stato sempre sinceramente affettuoso, mi ha donato libri, dischi, idee, risate e ascolti fatti insieme e il privilegio di un brano che mi ha scritto e dedicato in esclusiva per il progetto. Un onore che cullerò tutta la vita nel luogo più intimo del mio cuore, che fortuna.

Maestro, hai raccolto Premi ed Onorificenze in tutto il mondo. A quali sei più legato ?

Ti confesso che intimamente non amo molto i premi e il loro celebrare…ma ciò non modifica il rispetto e la gratitudine per chi ci vuole gratificare con simili riconoscimenti e a loro va il mio grazie sincero. C’è un premio al quale però sono legato da un ricordo particolare e emozionante, qualche anno fa l’Associazione Cultura-Arte-Scienza-Impegno Sociale

“ MAISON DES ARTISTES - Premio Internazionale Medaglia d’oro”, mi conferì la Medaglia d’oro per la carriera nell’aula Magna dell’Università La Sapienza qui a Roma, un caro ricordo di quella celebrazione e con un breve mio concerto dove ero tra i premiati insieme a Registi, Attori, Scienziati, e Letterati…quella sera mi dissero che l’anno prima il premio fu dato a Ennio Morricone.

Maestro, hai al tuo attivo una significativa Discografia. A quale Opera sei più legato ?

Dei dischi fatti per altri artisti, vedi Piovani,Vecchioni, Arisa, Pagani,Ranieri, Musica Nova… ecc. conservo un meraviglioso ricordo e sono stato onorato nel parteciparvi e in alcuni casi anche come arrangiatore e curatore dei progetti…dei miei dischi personali posso dirti che ovviamente li amo tutti meno che uno, e non dico quale non mi sembra corretto sottolineare il “brutto anatroccolo” con al fianco colleghi che non mi corrispondevano in nulla in quel determinato disco. Ma a uno sono legato particolarmente, è “Nati in Riva al Mondo” con la partecipazione dei compianti Luis Sepulveda, Ferruccio Amendola, Angel Parra fraterni Amici che sono volati via…e la partecipazione degli Inti-Illimani, Mauro Pagani e Compay Segundo. Un bellissimo progetto fatto in collaborazione dell’Ambasciata Cilena, la Fundacion Pablo Neruda e il Governo Cileno qualche anno fa. Sono molto legato a questo disco e libro.

Maestro, hai girato più volte il mondo.A quale città sei più legato ? In quale parte del mondo hanno meglio accolto la Musica Napoletana ?

 Le città a me care, al di fuori dal nostro contesto nazionale, sono tante…New York, Buenos Aires, Toronto, Atene, Istanbul, Cordoba, Londra, Sidney, Los Angeles…e tante altre in tutti i Continenti. L’America l’ho battuta in lungo e largo da Coast a Coast ma New York è quella che ho più frequentato per anni e mi ha aperto la mente su come mirare a un certo futuro e come evitarne l’effimero nonostante le mille contraddizioni che vive la città. La Musica Napoletana è Universalmente riconosciuta e amata ma, nella mia personale esperienza, gli Stati Uniti sono da mettere in testa alla classifica per la rispettosa considerazione che riservano alle melodie Napoletane. L’emigrazione massiva Italiana di inizio secolo scorso ha giocato un ruolo determinante nella diffusione del repertorio nostrano, ma l’America tutta ha un amore viscerale storicamente manifestato da grandi interpreti americani, cantanti dei generi più disparati, attori, grandi registi di cinema. That’s amore, amore vero.

Maestro, sappiamo di alcune idee che presto trasformerai in “Progetti”, ci dai qualche “anteprima” ? Cosa bolle in pentola ?

Sul fuoco ci sono diverse pentole che cuociono a fuoco lento anche per via dei tempi che viviamo e che ci costringono a non poter fare previsioni a breve termine, ma di sicuro sto lavorando a una nuova collana di Trascrizioni per Chitarra Classica a cura del mio Editore “ Volontè e Co “ e dedicata ai grandi del Cinema Internazionale e soprattutto sono immerso con carte, matita e Mac per i nuovi arrangiamenti, ai testi e alla messa in scena del nuovo “ La Leggenda Morricone “. E’ un work in progress in continua evoluzione che da primavera/estate, e per tutto l’anno, sarà in scena partendo da Roma, Capri, Catanzaro, Napoli, Palazzo Adriano, Sicilia…tutto ciò covid e vaccinazioni permettendo, ma sono ottimista per natura, ci vediamo in scena sotto il sole…

Maestro, infine, nel Tuo meraviglioso excursus professionale si legge anche il Tuo impegno per il sociale, per i giovani, la Tua azione Artistico - Culturale nel “Non profit”, la Tua Ideazione in varie iniziative. Come vedi oggi il cambiamento nel mondo dello spettacolo ?

La telematica, le nuove tecnologie aiutano oppure destabilizzano ancora di più un mondo che rischia di affidare l’anima ad internet?

La Cultura musicale conserverà una sua sacralità ?  La Canzone Napoletana D’Autore sopravvivrà ?

Tecnologia e telematica viaggiano alla velocità della luce in tutti i settori e la musica subisce tutti gli effetti collaterali che tale processo provoca, è determinante non smarrire il ruolo fondamentale dell’UOMO. L’uomo in quanto tale è detentore delle difese immunitarie per tutelare e salvaguardare il futuro della musica. Non amo lo Streaming e le dirette senza pubblico, non ha senso, viene a cadere la vera essenza della comunicazione fatta di “porgere un messaggio” e confrontarsi con la risposta e ricezione del pubblico. Ho rispetto per chi, esasperato dalle restrizioni del momento, applica questa pratica dello Streaming, ma a me mette tanta tristezza, ho bisogno di sentire l’energia del pubblico che mi deve far tremare le gambe appena entro in scena. La Cultura musicale conserverà sempre la sua Sacralità, ma sta a noi del settore( e della vecchia guardia…) a non abbassare mai l’attenzione e tramandare questa Sacralità alle future generazioni. Medesima considerazione per l’Immortale Canzone Napoletana che vive di felice rendita determinata dai grandi Autori che l’hanno resa tale e oggi è alla ricerca di degni eredi.

Grazie per la Tua squisita disponibilità e in bocca al lupo per tutto.

Grazie a te Espedito un caro saluto. Mauro Di Domenico

 

Espedito De Marino per Agenzia Stampa Italia

 

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