(ASI) Roma - "Siamo nell'epoca del capitalismo della sorveglianza in cui la nostra esperienza umana si svolge per un discreto tempo on line. Grazie alla nostra attività quotidiana sulla Rete, che poco si preoccupa di autotutelarsi in termini di privacy, i colossi multinazionali dell’online raccolgono e conservano tutti i dati che ci riguardano, monitorano i nostri spostamenti, i nostri acquisti, perfino le nostre emozioni. Su questi dati applicano algoritmi adatti a predire i nostri comportamenti futuri.