(ASI) Vicenza - Gli Stati Uniti hanno messo in stato di allerta le loro truppe di stanza a Vicenza, per poterle impiegare in Libano, per una possibile difesa dell’ambasciata Usa a Beirut e per altri scopi. I media americani parlano di una mobilitazione che va dalle 130 a oltre 700 unità.
I militari delle caserme Ederle e Del Din di Vicenza sono quindi pronti, sebbene non rilascino dichiarazioni ufficiali. Eppure, dopo l'operazione ordita dal presidente Donald Trump in Iraq che ha portato all’uccisione del generale Solemaini, provocando una palese violazione del diritto internazionale, una regola non scritta impone a tutti i membri effettivi della 173a Brigata aviotrasportata di tenersi pronti a partire. Sul Giornale di Vicenza, si ricorda che «Quando sale la tensione su possibili fronti internazionali - ricordano gli stessi americani di stanza a Vicenza - i parà della 173a Brigata sono sempre pronti a essere impiegati dovunque servisse il loro impegno».
Dopo la delirante decisione del Presidente Trump, la tensione è alle stelle: la bandiere americane bruciate in Iran dopo l’attacco Usa in Iraq ne sono la più eloquente dimostrazione, ma la vera ritorsione per l'uccisione di un leader carismatico, fedelissimo degli Ayatollah, sarà tutta da vedere. Probabilmente, un qualcosa di non convenzionale, come un attacco informatico.
I paracadutisti di stanza a Vicenza, già protagonisti di cinque passate missioni belliche, una in Iraq e quattro in Afghanistan, sono pronti.
Parimenti, c'è da considerare il fatto che cinquanta testate nucleari sono pronte a traslocare dalla base turca di Incilik, in Anatolia, per raggiungere quella di Aviano, in Friuli Venezia Giulia, considerando la fedeltà alla Nato del Presidente turco Erdogan sempre più dubbia. Il sito più "logico" secondo il generale della Nato Chuck Wald, in un'intervista rilasciata a Bloomberg qualche tempo fa, sarebbe proprio Aviano, e da lì, potrebbero partire eventuali bombardieri. Il Ministero della Difesa ha bollato questa eventualità come fake news, ma tutto è possibile.
Nel frattempo, sempre secondo il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, sono state innalzate le misure di sicurezza dove operano i soldati italiani all'estero.
Valentino Quintana per Agenzia Stampa Italia



