Patuanelli(M5S): manovra come cartella elettorale , vi avevamo avvisato. 

(ASI) "Noi vi avevamo avvisato. La manovra 2026 non ha nemmeno aspettato l’anno nuovo: è già entrata in azione, puntuale come una cartella esattoriale.

Rincari sul diesel, aumenti sulle assicurazioni, età pensionabile che si allontana come un miraggio nel deserto, tabacchi più cari e un assortimento di “sorprese” che nemmeno l’uovo di Pasqua. Altro che prudenza: qui si tassa, si rinvia, si scarica tutto su cittadini e imprese.

Gli italiani, del resto, possono farcela: resistono già con una pressione fiscale al 42,8%, tra le più alte d’Europa. Le aziende? Stringono i denti anche loro, tra zero investimenti, zero politica industriale e zero accesso al credito. Un capolavoro.

E siccome non bastava, la manovra introduce anche la ritenuta sulle fatture tra imprese: 0,5% nel 2028 e 1% dal 2029. Un regalino postumo, lasciato a chi verrà dopo. Non sugli utili, ma sul fatturato. Non su quello che guadagni, ma su quello che fatturi. Una tassa che scatta a prescindere da tutto: se hai incassato o no, se sei in perdita o no. In pratica lo Stato si prende una quota prima ancora che l’impresa sappia se sopravvive, drenando liquidità a chi produce e lavora. Altro che sostegno alle imprese: è una tassa anticipata sull’attività economica, punto.

Non male per chi qualche anno fa faceva video al distributore di benzina, con attori travestiti da “fisco italiano”, giurando guerra alle tasse.

Ma niente paura. Per consolarci, arriva il grande successo propagandistico del Governo: il lingotto d’oro immaginario. Un oro che non finanzia scuole, sanità o investimenti, ma che nasce dalla battaglia immaginaria della Lega sull’oro di Bankitalia: un racconto epico, utile solo a fare titoli e distrarre mentre il conto lo pagano sempre gli stessi.

In sintesi: tasse vere, rincari veri, pensioni rinviate davvero. E in cambio? Un lingotto che esiste solo nei comunicati. La manovra delle tasse è reale. L’oro, purtroppo, no”. Lo scrive sui social il capogruppo M5S al Senato Stefano Patuanelli.

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