(ASI) "Mai come oggi la Turchia rappresenta un competitore temibile per la sua forza militare e il suo dinamismo, in grado di muoversi autonomamente e talvolta in modo antitetico agli interessi dell’alleato di riferimento, ovvero gli Stati Uniti. Mai come ora l’Italia appare sola e debole, non attrezzata a proteggere i propri interessi nazionali, senza lo scudo americano e in assenza di un contesto multilaterale in cui trovare rifugio e direzione politica". 

Così l’ammiraglio Giuseppe De Giorgi, già capo di Stato Maggiore della Marina Militare dal 2013 al 2016, in un'intervista al quotidiano Avvenire.


"Il rischio per l’Italia è l’ulteriore, forse definitiva, marginalizzazione in Libia con conseguenze pesanti sia sotto il profilo economico sia del controllo dei flussi migratori", spiega De Giorgi. Quanto alla possibilità di far ripartire un dispositivo militare in mare per la sorveglianza e il soccorso, conclude l'ex capo di Stato Maggiore della Marina, "l’Italia ha da tempo attivato la missione Mare Sicuro davanti alle acque della Libia che mantiene la sua validità. La presenza di un dispositivo aeronavale è fondamentale per mantenere il controllo del mare prospiciente le coste libiche. Sarebbe comunque saggio aumentare il numero di navi e di sommergibili in pattugliamento, per dare adeguata profondità al dispositivo di sorveglianza".

Lo conclude la nota l'Ufficio Stampa dell'ammiraglio Giuseppe De Giorgi.

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