(ASI) Sino a qualche giorno prima della cerimonia di apertura del 4 febbraio scorso, le Olimpiadi Invernali di Pechino erano state caratterizzate nel mondo quasi soltanto dalle polemiche e dall'operazione di boicottaggio diplomatico messa in piedi da quattro dei cinque Paesi del cosiddetto Five Eyes: Stati Uniti, Regno Unito, Canada ed Australia. Defilata e più cauta, invece, era stata la posizione del governo neozelandese, tradizionalmente meno coinvolto nelle dinamiche geopolitiche del blocco anglofono, anche per ragioni di carattere commerciale.