(ASI) Che brutta pagina quella scritta dal leader del Movimento 5 Stelle. Quel post con il sonetto dedicato da Beppe Grillo alla sua “alfiera” del Campidoglio, Virginia Raggi, da qualsiasi parte si provi a leggerlo, interpretarlo o vederlo, finisce sempre per apparire come uno dei più maldestri e clamorosi autogoal della politica italiana.