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(ASI) «Le dimissioni di Giovannini e la nota che le ha accompagnate sono una chiara denuncia, un modo coraggioso per dirci quanto male siamo messi ». Lo dice il presidente della Federcontribuenti, Carmelo Finocchiaro, ed aggiunge, «l'immoralità è una pianta diffusa nel nostro sistema politico, in una foresta dove grandi lupi mangiano piccole formiche operaie».

C'era attesa per il rapporto che avrebbe dovuto porre un freno agli stipendi dei dirigenti della Pubblica amministrazione all'estero, un'attesa che adesso è rabbia. Giovannini « è stato coraggioso e per questo, da parte nostra, non può che ricevere stima. Adesso cosa farà Monti? Passerà semplicemente il compito ad una commissione interna che saprà accontentare potenti funzionari o renderà oro le denunce di Giovannini?». Il presidente dell'Istat,

Enrico Giovannini, aveva ricevuto un compito preciso, ''conoscere'' gli stipendi dei dirigenti della pubblica amministrazione e confrontarli con gli altri Paesi, dopodichè, il governo, avrebbe dovuto porre un tetto limite sugli stessi stipendi. Giovannini è preciso: sei degli enti presi in esame hanno stipendi da nababbi confrontati con altrettanti Paesi Ue, gli altri 24 enti italiani hanno stipendi simili ma comunque superiori alla media europea. La più grande difficoltà Giovannini l'ha avuta con la legge sulla privacy dietro la quale alti funzionari si sono nascosti; quanto guadagnano non è dato sapere al governo italiano e a chi lo stipendio glielo paga, i cittadini. Nei sei Paesi Ue gli organi non politici di vertice e i capi di gabinetto di queste amministrazioni guadagnano dei massimi retributivi da 120mila a circa 168mila euro. Gli alti dirigenti di prima fascia prendono al massimo tra i 101mila e i circa 151mila euro.

Conclude Finocchiaro: «I cittadini italiani sono del tutto privi di qualunque privacy, schedati e spiati come sono dall'Agenzia delle Entrate, mentre, organismi pubblici, recepiscono compensi altissimi senza l'obbligatorietà della denuncia. Ma se non sappiamo quanto guadagnano, come facciamo a sapere se evadono il fisco? Inoltre, di fronte agli scandali sul finanziamento pubblico dei partiti, vanno, a questo punto, congelati i conti e organizzata una maxi ispezione ad opera di esterni, anche a cura della GdF e su tutti i bilanci dei partiti italiani. Siamo certi che non tutti sono uguali ma oggi serve una grande operazione di trasparenza, una chiara e precisa reazione di Monti e di Napolitano».

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