(ASI) Roma - Impianti datati, con tecnologia vecchia, frutto di speculazione finanziaria e che non starebbero sul mercato. E il governo cosa fa?

Decide di perseverare con gli incentivi. È questo che il comitato interministeriale, riunito ai primi di febbraio, ha stabilito, definendo la riconversione degli ex zuccherifici in centrali elettriche a biomasse. 

Si parla di otto impianti produttivi per una potenza totale di 230MWe, di cui150MWe già autorizzati. Energia elettrica prodotta da inceneritori particolarmente inquinanti, di cui non vi è alcuna necessità dal momento che è in corso la chiusura delle più efficienti centrali a gas già in esercizio, in quanto non vi è più la richiesta del mercato per una elettricità prodotta in eccesso.

Verranno quindi garantiti gli incentivi stabiliti con la vecchia legislazione del 2006/2007, un privilegio esclusivo, particolarmente generoso, contrario alle indicazioni europee in merito, nonostante ad oggi nessun impianto sia ancora entrato in esercizio.

«Senza queste risorse pubbliche dirottate agli inceneritori le centrali a biomasse non starebbero sul mercato, non troverebbero nessuna convenienza economica, non verrebbero neppure costruite  - commentano i portavoce del M5S Vittorio Ferraresi e Donatella Agostinelli - Alcune regioni, come Marche, Abruzzo e Toscana, hanno cominciato a porsi dei dubbi sulla convenienza per i propri territori nell’ospitare le centrali, soprattutto sotto l’aspetto ambientale; nessun dubbio per il governo che invece ha provveduto a commissariare gli iter autorizzativi per Fermo, Castiglion Fiorentino e Celano (AQ), non ancora approvati, in quanto questi impianti sono stati classificati “di interesse strategico nazionale». 

Insomma: le Regioni si devono adeguare.

Eppure con decisione del gennaio 2015 la UE  ha richiesto indietro la bellezza di 90,5 milioni di euro all’Italia, ricevuti per lo smantellamento degli impianti saccariferi, perché in alcuni casi, come a Finale Emilia, i grandi silos di deposito dello zucchero non sono stati  abbattuti, come invece era richiesto.  

Sulla questione silos è stata presentata anche un'interrogazione a prima firma Agostinelli cofirmata anche da Ferraresi. Inoltre in Commissione Ambiente è già stata approvata la risoluzione Terzoni che impone alle regioni di dotarsi di linee guida sulla collocazione degli impianti a biogas e biomasse e aspettiamo che venga discussa in aula la mozione Zolezzi sulla regolamentazione delle autorizzazioni degli impianti a biogas e biomasse e la proposta di legge sulla revisione delle valutazioni ambientali in un’ottica della rivalutazione dell’impatto cumulativo e delle necessità energetiche territoriali.


Redazione Agenzia Stampa Italia

 

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