(ASI)"Notiamo che diverse amministrazioni comunali stanno approvando risoluzioni per sostenere l'impegno per superare le limitazioni imposte dal ddl Valditara sul consenso informato.
Articolo 26 è una associazione che si batte da anni per portare avanti questa riforma che mette al centro il diritto prioritario dei genitori sulla scelta del tipo di istruzione da fornire ai propri figli, come previsto dalla costituzione e dai trattati internazionali. Sappiamo infatti che l'educazione sessuale, al di là di una conoscenza della biologia, coinvolge aspetti molto delicati della persona, toccando ambiti morali, filosofici e religiosi che sono di stretta competenza dei genitori.
Contestiamo quindi tali prese di posizione di una parte della politica, come avvenuto nel Consiglio dell'Unione Reno Galliera, che si permette di contestare scelte morali "conservatrici", tradendo così una volontà di imporre una morale sessuale di stampo politico sottraendola alla scelta della famiglia, in contrasto ad esempio con la Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, protocollo addizionale, art.2, che in maniera molto esplicita recita: "Lo Stato, nell'esercizio delle funzioni che assume nel campo dell'educazione e dell'insegnamento, deve rispettare il diritto dei genitori di provvedere a tale educazione e a tale insegnamento secondo le loro convinzioni religiose e filosofiche."
Contestiamo anche e soprattutto la volontà di contrastare i limiti imposti dal ddl Valditara: la collaborazione scuola-famiglia si incentiva favorendo uno scambio leale e chiaro e rispettando le scelte individuali di ognuno, non imponendo scelte discutibili e non condivise. Una imposizione forzata su temi così delicati non può che creare, questa sì, "tensioni sociali". Per questo lo strumento del consenso informato è una scelta moderna di civiltà che non fa altro che dare uno strumento per rispettare il dettato costituzionale e il diritto dei genitori.
Ci aspettiamo che la politica tutta sia disposta a tutelare le famiglie, i genitori, i cittadini da tentativi di imposizioni ideologiche non richieste." Così in una nota Articolo 26.



