(ASI) “L’anticonformismo non è una malattia mentale. Sono passati 5 anni da quel giorno che ricordo bene. Sono partito in auto da Milano per pretendere che fosse liberato Valerio, un ragazzo che si era rifiutato di indossare la mascherina in classe.
Prelevato dalla polizia, era stato rinchiuso con un TSO nel reparto psichiatrico dell’ospedale di Pesaro. Ci sono voluti 5 anni per stabilire che quell’atto, avallato dall’allora politica del ministro Speranza, fu un abuso gravissimo ai danni di un adolescente che, pacificamente, esprimeva il suo dissenso per delle prescrizioni che, a chi aveva un po’ di cognizione di causa, apparivano assurde come si è poi dimostrato. La perdita della ragione è uno dei mali più gravi dell’epoca che viviamo. La cosa che preoccupa, come in questo caso, è quando il senno lo perdono capi di Stato e governi che gestiscono le sorti dei cittadini. Oggi, più che mai, occhi aperti e cuori saldi”. Così in un post sui suoi canali social Armando Siri, coordinatore nazionale dipartimenti Lega e consigliere per le politiche economiche del vicepremier Matteo Salvini, commenta la sentenza della Cassazione che ha dichiarato nullo il tso all’alunno che rifiutò di indossare la mascherina in aula durante l’emergenza Covid.



