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Politica Nazionale

Gallinella (M5S): Alimentazione, emendamento PD sui succhi di frutta, proposta inutile e aumenta costi per i produttori

Di Redazione ASI 16 Gennaio 2014 – 13:25 2 min di lettura
(ASI)Il governo stamane è stato battuto in commissione agricoltura su un emendamento del relatore alla legge europea bis riguardante la questione dell'innalzamento della percentuale di succo naturale nelle bevande analcoliche a base di frutta. L’obiettivo è la commercializzazione e la denominazione di queste bevande, come stabilito dal decreto dell’ex Ministro della Salute Balduzzi. L’emendamento, a prima firma Nicodemo Oliverio (PD), nonostante il parere contrario del Governo, ha trovato l’avallo di Sel e del Partito Democratico. Astenuti, invece, gli esponenti del MoVimento 5 Stelle

Al solito la finalità politica prevale sul buon senso – commentano i deputati M5S del Comagri –  ma non cambia la sostanza delle cose. Come noto, la norma in questione, pensata per rendere più salutari le bevande a base di frutta e per favorire i produttori italiani di frutta non è mai entrata in vigore a causa dell’esito negativo della procedura di notifica della direttiva 98/34/CE. Di fatto – spiegano i parlamentari 5 stelle – la Commissione europea ritiene la misura introdotta lesiva delle norme europee in materia di libera circolazione delle merci e, pertanto, il 5 marzo 2012, ha aperto un caso Eu pilot, reiterando le già denunciate incompatibilità della norma con le disposizioni comunitarie ”.

La “vittoria” targata PD, insomma, andrebbe a infrangersi contro la normativa europea. “ Che il Partito Democratico presenti e faccia approvare un emendamento che circoscrive l’obbligo di innalzamento della percentuale di succo naturale alle bibite non commercializzate in UE e nei Paesi SEE, oltre a non risolvere il caso EU pilot, penalizza le aziende nazionali. Le costringe, infatti, o a rinunciare ad un indispensabile spazio di mercato, quale quello comunitario, oppure a suddividere la produzione a seconda della destinazione. In entrambi i casi – commentano i deputati M5S – ci ò comporterà un aumento insostenibile dei costi di produzione ”.

La decisione dell’astensione, viene spiegata così dagli esponenti 5 Stelle della Commissione Agricoltura della Camera: “ Non abbiamo votato questa norma perché risponde solamente ad una logica demagogica. Molte aspettative, legittime e condivisibili, si sono generate infatti intorno a questa misura, sia da parte dei consumatori sia da parte delle aziende produttrici. Così, però, non si risolve nulla: anzi si ingannano sia gli uni che gli altri. La vera soluzione è in Europaconcludono i parlamentari pentastellati –  alla quale chiediamo una evoluzione della normativa in materia alimentare sia per quanto riguarda gli alimenti che l’etichettatura ”.

Nota della Redazione

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