Petrolio oltre i 100 dollari: la nuova crisi energetica mette i mercati sotto pression
(ASI) Nel corso del terzo trimestre del 2026 il prezzo del Brent è aumentato repentinamente in seguito al susseguirsi delle operazioni militari in Medio Oriente; secondo la U.S. Energy Information Administration, il Brent è passato dalla cifra di 72 dollari al barile il 1° luglio a oltre 100 dollari il 23 luglio. A settembre invece, il prezzo medio ha raggiunto 114 dollari, 23 dollari in più rispetto ad agosto.
A complicare il quadro è la situazione dello Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il commercio mondiale di energia. Le difficoltà nei flussi attraverso l'area hanno contribuito all'aumento della volatilità, cioè delle oscillazioni rapide dei prezzi. Il petrolio dunque resta sopra la soglia dei 100 dollari al barile mentre la crisi energetica internazionale continua a risentire delle tensioni in Medio Oriente, sia a causa degli attacchi alle infrastrutture e sia per le difficoltà nei trasporti marittimi. Stamattina il greggio è sceso rispetto alle sedute dei giorni precedenti, ma è comunque rimasto sopra quota 100.
Ma la pressione sul mercato non riguarda soltanto il greggio. È soprattutto il diesel a destare preoccupazione. L'Agenzia internazionale dell'energia ha segnalato un irrigidimento del mercato mondiale del diesel e ha invitato i Paesi membri a valutare ulteriori rilasci delle proprie scorte di emergenza, dando priorità proprio a questo prodotto.
In tutto questo, il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato un accordo per l'invio di diesel russo verso gli Stati Uniti e i mercati internazionali e ha riferito di un'intesa tra Russia e Ucraina per interrompere gli attacchi alle rispettive infrastrutture energetiche. È proprio questa notizia che ha contribuito a far scendere temporaneamente le quotazioni, ma la situazione resta comunque incerta, in quanto l'annuncio non era stato seguito da una conferma russa sull'intesa.
Da una parte la prospettiva di nuove forniture e di una tregua sulle infrastrutture energetiche russo-ucraine e dall'altra le tensioni mediorientali, che proseguono per via degli attacchi alle petroliere e soprattutto alle difficoltà di approvvigionamento del diesel. L’unica speranza per consumatori e per le economie importatrici, è che questo clima di incertezza riesca a equilibrarsi il prima possibile.
Carlo Armanni - Agenzia Stampa Italia
Foto AI ChatGPT su prompt di Carlo Armanni
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