Diesel: Trump chiede a Zelensky di fermare i raid sulle raffinerie russe
(ASI) Il prezzo del diesel finisce indirettamente nel confronto tra Washington e Kiev, quando domenica scorsa il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha chiesto al presidente ucraino Zelensky di fermare gli attacchi contro le infrastrutture russe legate alla produzione di diesel.
Secondo Trump, i raid ucraini contro le raffinerie stanno infatti contribuendo alla riduzione del carburante, facendo aumentare fortemente la domanda e di conseguenza un impatto sul mercato mondiale economico. Da mesi l'Ucraina utilizza droni a lungo raggio contro le infrastrutture petrolifere russe, con il chiaro obiettivo di colpire una fonte importante delle entrate russe, nell’intento di ridurre la capacità produttiva di Mosca per sostenere lo sforzo bellico. .
Secondo Trump infatti i ripetuti attacchi hanno infatti ridotto la produzione russa di carburanti e contribuito alla situazione di scarsità interna in Russia; Mosca ha inoltre introdotto a luglio un divieto sulle esportazioni di diesel. Trump tra il grottesco e il paradossale ipotizza anche una possibile soluzione al problema, alquanto discutibile: continuare a colpire altri obiettivi, anziché le infrastrutture che producono diesel.
Tra l’altro il collegamento tra gli attacchi ucraini e il prezzo mondiale del diesel rappresenta una valutazione politica di Trump, e non un dato effettivamente riscontrabile. Il mercato internazionale è infatti sottoposto contemporaneamente ad altre pressioni, compresa la forte riduzione dei flussi energetici attraverso lo Stretto di Hormuz a causa del conflitto con l'Iran. L'agenzia internazionale per l'energia ha inoltre segnalato una significativa riduzione delle esportazioni di diesel e gasolio provenienti dai Paesi del Golfo e dalla Russia.
Zelensky ha inoltre precisato che Kiev sarebbe disposta a fermare gli attacchi sul territorio russo, se i partner internazionali riuscissero a ottenere da Mosca un impegno concreto a non colpire le infrastrutture energetiche ucraine. La guerra, attualmente, sembra infatti essersi spostata sugli obiettivi strategici che sono in grado di produrre profitti e generare denaro per investimenti, per i due paesi.
Carlo Armanni - Agenzia Stampa Italia
Foto AI ChatGPT su prompt di Carlo Armanni
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