Ex Ilva, Turco: «Una legge speciale per Taranto con accordo di programma, stop ai licenziamenti e 8 miliardi per la riconversione»
(ASI)Taranto - «Oggi con il M5S Taranto abbiamo annunciato il deposito di una mozione che presenteremo in Parlamento e in tutti gli enti territoriali, dalla Regione alla Provincia, fino ai Comuni della provincia di Taranto.
Con questo documento intendiamo definire la nostra linea politica, che il MoVimento 5 Stelle sostiene da sempre: chiediamo una legge speciale per Taranto, ma all'interno di questa legge speciale vogliamo un accordo di programma che affronti concretamente la crisi industriale, occupazionale e ambientale del territorio. La nostra priorità è bloccare i licenziamenti collettivi, ma dobbiamo intervenire anche sui licenziamenti che sono già avvenuti. Abbiamo centinaia di lavoratori già licenziati, oggi in Naspi, che rischiano di perdere ogni sostegno al reddito con la scadenza prevista a dicembre. Chiediamo quindi al Governo di intervenire subito per bloccare i licenziamenti collettivi e prorogare la Naspi dei lavoratori che ne stanno beneficiando. All'interno dell'accordo di programma dobbiamo affrontare anche il futuro dei lavoratori e delle imprese dell'indotto. Innanzitutto, occorre favorire i prepensionamenti, riconoscendo la natura usurante del lavoro svolto negli stabilimenti siderurgici. I lavoratori ex Ilva non possono essere costretti ad attendere 45 anni di contributi per accedere alla pensione. Per questo chiediamo il superamento della legge Fornero e misure che consentano un'uscita anticipata dal lavoro. È necessario, inoltre, avviare il processo di smantellamento e di chiusura dell'area a caldo, ormai prossimo, utilizzando le imprese dell'indotto e i lavoratori attualmente impiegati. Le bonifiche devono diventare un'opportunità concreta di riconversione, occupazione e rilancio del territorio. Chiediamo anche il riconoscimento dell'esposizione all'amianto per tutti i lavoratori interessati. Esiste una proposta di legge a mia prima firma, depositata da oltre quattro anni, che prevede prepensionamenti, incentivi all'esodo e misure per il riconoscimento dell'esposizione all'amianto. Sollecitiamo il Governo a portarla subito in Aula e ad approvarla. Per Taranto servono risorse adeguate. Nell'accordo di programma chiediamo uno stanziamento di 8 miliardi di euro per far ripartire quel progetto di riconversione industriale che il Governo Conte II aveva già avviato. È importante ricordare che i governi non sono stati tutti uguali. In soli 14 mesi, il Governo Conte II aveva avviato un processo di riconversione industriale attraverso il miliardo del PNRR e le risorse del Cantiere Taranto. Chiediamo il ripristino del miliardo destinato alla riconversione industriale green, con forni elettrici alimentati a idrogeno verde e il recupero di tutte le risorse che il Governo Meloni ha cancellato, a partire dai 220 milioni destinati alla cantieristica del gruppo Ferretti, investimento poi trasferito in Liguria; dalle risorse per Renexia, destinate alla realizzazione di turbine e pale eoliche, per un investimento di quasi mezzo miliardo di euro, poi trasferito in Abruzzo; e dai finanziamenti per il Tecnopolo, anch'essi cancellati dal Governo attuale. A queste misure si aggiungono quelle relative alla Soprintendenza e a una serie di altri interventi che avrebbero potuto contribuire al rilancio del territorio. Le risorse ci sono e abbiamo indicato al Governo dove trovarle. Si rinunci alla realizzazione del Ponte sullo Stretto, un'opera che riteniamo non realizzabile, oppure si riduca la spesa folle in armamenti. Nell'ultimo scostamento di bilancio, il Governo ha già indirizzato ben 23 miliardi di euro all'aumento delle spese militari: queste sono scelte politiche. Taranto deve essere posta al centro dell'azione del Governo e nessuno deve essere lasciato indietro. Chiediamo, infine, che nell'accordo di programma siano previste 2.000 assunzioni all'interno dell'Arsenale militare di Taranto, dove esiste una significativa carenza di personale. I lavoratori ex Ilva possono essere coinvolti in questo processo di riqualificazione e ricollocazione, insieme al rilancio della cantieristica militare e al possibile ritorno di Fincantieri a Taranto per le attività di manutenzione. Presenteremo una mozione dettagliata e ci auguriamo che tutte le forze progressiste possano approvarla. Taranto ha bisogno di voltare pagina, di chiudere con le fonti inquinanti e di costruire un futuro per i suoi giovani. Le decisioni sul futuro di Taranto devono essere assunte negli ambienti istituzionali di pertinenza, attraverso un confronto trasparente e democratico. Il destino della città non può essere deciso altrove, senza il coinvolgimento delle istituzioni e della comunità tarantina». Lo afferma il Sen. Mario Turco, Vicepresidente e Delegato alle Politiche Economiche e Fiscali del M5S, a margine della conferenza stampa tenuta questa mattina presso la sede del Gruppo Territoriale M5S Taranto.
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