Martedì, 4 Agosto 2026
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Lettere in redazione

10 luglio 1943, la storia riequilibrata

(ASI) Arriva il 10 luglio e,con esso, l'anniversario dello Sbarco del 1943 in Sicilia degli alleati. Fin da bambino, avendo avuto in famiglia un lontano parente (mai conosciuto e di cui non faccio il nome non avendo consultato gli eredi) decorato con medaglia d'argento "alla memoria", mi ero reso conto che qualcuno si "era battuto" in difesa della Patria.

Di Redazione ASI 9 Luglio 2014 – 06:35 3 min di lettura

Questo malgrado a scuola ed alla radio (scrivo degli anni '50-'60) si riportasse la data come quella ufficiale della "liberazione" della prima regione italiana dalla presenza militare nazifascista. Proprio così,ricordo bene "nazifascista"..., evidente falso storico dato che le truppe italiane erano pienamente legittimate,da tutte le convenzioni militari e civili,a rappresentare uno Stato Nazionale libero e sovrano. E, similmente,quelle teutoniche rappresentavano la Germania, nazista o meno che fosse.
Truppe italo-tedesche,quindi,non "nazifasciste",almeno fino la giravolta dell'8 settembre.
Inoltre,stando alle scarne informazioni ricevute da maestri e professori, la Operazione Husky sembrava fosse stata per i liberatori una salutare passeggiata, da Gela fino a Messina, tra folle acclamanti e popolazioni in festa. Fu così che,partendo da quel caduto "in casa",mi sorse il (precoce) sospetto che qualcosa non quadrasse ed iniziai a pormi un mare di domande.
Chiedevo a tutti : parenti,amici dei miei familiari,conoscenti e pure qualche sacerdote.
Figlio di ufficiale dei carabinieri,a fronte dell'evasivo silenzio genitoriale (papà aveva combattuto in Grecia), interrogavo i vari militi che mi capitavano a tiro.
Quelli che avevano vissuto l'evento,pur essendo bambino, qualcosa la raccontavano : brutta storia,una gran confusione,tantissimi si arresero senza sparare un colpo ma tanti combatterono....quanti morti !
Già appassionato di "bunker" mi allontanavo da casa per "ispezionarli", andando sempre piú lontano man mano che crescevo.
Quanti ce ne erano,nel catanese e nel siracusano...! Quando,adolescente,riuscii a visitare Gela e dintorni mi resi conto,dalla evidenza stessa delle fortificazioni,che lì si era combattuto,eccome...!
Passando gli anni,potendo acquisire testimonianze dirette ed approfondendo dal punto di vista storico la questione (per  quanto di mia capacità) mi convinsi di una cosa :  i caduti italotedeschi per la difesa della Sicilia andavano onorati e,soprattutto,rispettati.
Non ero certo il solo a pensarla così e,di sicuro,c'erano già fior di studiosi ed appassionati di ricerche storiche in cerca di "verità" più "equilibrate".
Tenendo presente lo scorrere dei decenni,trovai sempre ospitalità su La Sicilia che riportò periodicamente le mie osservazioni e valutazioni sullo Sbarco e sul susseguente comportamento degli alti comandi,delle truppe sul campo e del valore dimostrato dai soldati italiani e germanici nel contrastare gli alleati.
Tematica riportata, con l'avvento di internet, da numerose testate telematiche indipendenti.
Così posso concludere che il mio modesto sforzo, unito a quello dei tanti ricercatori "controcorrente" che hanno trascorso anni della loro vita per acquisire dati inoppugnabili, un premio lo ha già ricevuto : nel 2014 si onorano tutti.
Alleati, italiani e tedeschi... caduti ciascuno per la Patria ed in nome di ciò che era il "proprio dovere" di soldati : giusto o sbagliato che fosse.

Vincenzo Mannello

Nota della Redazione

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