(ASI) Dopo innumerevoli denunce da parte del nostro Comitato e anni d’indagini della polizia giudiziaria, oggi 9 aprile c’è tata la 1° udienza davanti al Giudice per le Udienze Preliminari (GUP) del Tribunale di Milano, dott. Manuela Scudieri

che deve decidere se rinviare a giudizio o meno 12 dirigenti della Breda Termomeccanica, responsabili della morte per amianto di 12 lavoratori. La richiesta di rinvio a giudizio per i dirigenti della fabbrica facenti parte del Consiglio di Amministrazione della Breda Termomeccanica, successivamente divenuta Ansaldo, di Viale Sarca 336 a Milano è stata richiesta dal Procuratore della Repubblica N. Balice. Essa arriva al termine delle indagini sulla morte per mesotelioma pleurico di 11 lavoratori e lesioni gravissime di un altro ex lavoratore ancora vivo.

L’accusa formulata dal P.M. è di omicidio colposo per “colpa negligenza, imprudenza, imperizia e inosservanza delle leggi, omettendo di adottore nella direzione e nell’esercizio dell’impresa, le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica dei lavoratori operanti all’interno dei capannoni nei reparti produttivi Convenzionale e Nucleare”.

 In particolare i dirigenti sono accusati di “aver omesso, in presenza di lavorazioni insalubri che comportavano esposizione sia diretta che indiretta all’inalazione di polveri e fibre di amianto, usato in tutte le fasi delle lavorazioni a caldo quale coibente termico e impiegato addirittura quale giaciglio su cui riposavano tra un turno e l’altro”. Inoltre sono accusati di non aver informato i lavoratori “circa i rischi esistenti già conosciuti dalla direzione” e di non aver fornito ai lavoratori mezzi di protezione individuali e collettivi. Secondo il P.M. le morti sono certamente riconducibili a inalazione di fibre di amianto subite nel periodo 1973-1985.

 Nell’udienza di stamani si sono presentati come parte civile alcuni dei famigliari dei lavoratori morti, e l’Inail, la Regione Lombardia, Medicina Democratica, e il Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio. Dopo le formalità di rito, il giudice ha rinviato all’udienza del 9 maggio ogni decisione.

 Il nostro Comitato è stato creato da operai, lavoratori, famigliari e cittadini vittime dell’amianto, che da decenni si battono per ottenere giustizia per le vittime.

I tempi lunghi della “giustizia” vanificano spesso il bisogno di verità e risarcimento per le vittime, e anche in caso di condanna degli imputati, la “giustizia”, quando arriva, è tardiva e la prescrizione prevista dalle leggi vigenti concede l’impunità agli assassini, favorendo gli assassini contro le vittime.

 Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

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