Il secolo dell'Austria (1814 - 1914): la politica dell'equilibrio dall'egemonia con Metternich alla sopravvivenza con Francesco Giuseppe 

​(ASI) Vienna - Tra il 1814 e il 1914, l'Impero austriaco ha rappresentato il baricentro della stabilità europea. In questo periodo che può essere definito come il secolo dell'Austria, la politica asburgica di Vienna è stata caratterizzato per la continua ricerca dell'equilibrio. 

Tuttavia, se per il Principe di Metternich l'equilibrio era uno strumento di dominio, per il Kaiser Francesco Giuseppe, dopo il 1866 divenne, col tempo, l'unica strategia per evitare il collasso. 

​Il periodo che va dal 1814 al 1848 può essere definito in Europa come l'Era di Metternich. Dopo il ciclone napoleonico, il Congresso di Vienna (1814-1815) segnò l'inizio dell'egemonia austriaca sul Vecchio Continente, durante la quale Klemens von Metternich, il "regista d'Europa", impose una visione basata sulla stabilità assoluta.

Per Metternich, l'Austria doveva essere il "perno centrale" di una Europa che geopoliticamente era vista come una scacchiera, il cuscinetto capace di bilanciare le ambizioni di Russia, Prussia, Gran Bretagna e Francia. 

Il suo sistema poggiava sul "Principio di Legittimità" ( Restaurazione del potere dei sovrani di diritto divino) e sul "Diritto di Intervento", dove la "Santa Alleanza" divenne il braccio armato di questa visione: ogni rivoluzione locale era vista come un virus che minacciava l'equilibrio globale e doveva essere prontamente repressa dal governo legittimo locale che se non era in grado di risolvere da solo il problema, poteva avere il mutuo soccorso degli altri Stati, uniti appunto nella cosiddetta Santa Alleanza, prima che i tumulti dilagassero in tutto il Continente.  

​Questa continua ricerca per l'ordine non era solo ideologica, ma anche dettata da una certa "Real Politik", in quanto denotava una certa fragilità del potere dell'Austria, il cui impero era un mosaico di popoli (italiani, ungheresi, slavi, tedeschi, rumeni), perciò è evidente che il liberismo e i nazionalismi erano i suoi nemici naturali. "Congelare" la storia era l'unico modo per tenere unito quel vulcano pronto ad eruttare da un momento all'altro. 

A tal proposito, sono proprio i moti liberali del 1848 a segnare la prima battuta d'arresto nel sistema di equilibrio egemonia austriaco con il ritiro dalla scena politica attiva del Metternich e la contestuale ascesa del nuovo Kaiser Francesco Giuseppe d'Asburgo Lorena che appena diciottenne regnerà fino alla sua morte nel 1916 ad 86 anni, appena due anni prima della disgregazione dell'Impero. 

​Dunque, nel 1848, la cosiddetta "Primavera dei Popoli", costrinse Metternich alla fuga, ma non cancellò la necessità di equilibrio, nonostante che il contesto mutò radicalmente con l'unificazione dell'Italia nel 1861 e della Germania nel 1871), allorché l'Austria mantenne la sua funzione di equilibrio nelle controversie fra le grandi potenze europee ma perse il suo ruolo egemonico di guida, cercando esclusivamente di sopravvivere dai crescenti nazionalismi della seconda parte del XIX secolo. 

​Sconfitto sul campo di battaglia, il giovane imperatore Francesco Giuseppe dovette reinventare il ruolo di Vienna in un'Europa che non era più una "scacchiera" gestita da diplomatici, ma un campo di forze nazionaliste e industriali.

​Così, Francesco Giuseppe, morto il Metternich nel 1859, e rotto l'equilibrio mitteleuropeo con la indipendente unificazione di Italia e Germania che ponevano al Nord e al Sud non degli staterelli sotto la influente egemonia politica dell'Austria, ma due grandi Stati Nazione, interpretò la classica politica viennese di "Equilibrio" come "Difesa" nel lungo periodo che va dalla fine della Terza Guerra di Indipendenza Italiana fino alla vigilia della Prima Guerra Mondiale, scoppiata a seguito della uccisione dell'Arciduca d'Austria erede al trono Francesco Ferdinando il 28 giugno 1914 da uno studente serbo. 

​L'Austria post 1870 non era più il "regista", ma un "attore in difficoltà" e così la politica di equilibrio si spostò su due fronti, quello interno e quello esterno.

​All'interno dell'Impero, per evitare il collasso Francesco Giuseppe accettò nel 1867 un compromesso (Ausgleich), trasformando lo Stato nell'Impero Austro-Ungarico che si reggeva sulla duplice monarchia con due anime, quella austriaca e quella ungherese.  

Questo duplice equilibrio interno basato sui pilastri di Vienna e Budapest garantì altri cinquant'anni di vita alle istituzioni, pur lasciando insoddisfatte le minoranze slave e latine.

​All'esterno, perso il controllo sulla Germania e sull'Italia, Vienna spostò il proprio baricentro verso i Balcani con l'occupazione della Bosnia Erzegovina nel 1878 e la sua annessione nel 1908 , cercando di mantenere intatta la sua sicurezza e la sua strategica posizione geopolitica con l'alleanza con la Germania e l'Italia che sfocerà nella Triplice Alleanza (20 maggio 1882), diventando di fatto il partner minore di Berlino che voleva avere una alleanza con l'Italia in una ottica antifrancese.

Nonostante l'indebolimento politico e militare, l'Austria rimaneva importantissima per l'equilibrio europeo fra le potenze, anche per la Gran Bretagna, poiché la sua esistenza impediva alla Russia di espandersi verso l'Europa orientale e il Mediterraneo. 

​Quindi, la differenza tra i due periodi è netta: nell'epoca di Metternich si perseguiva un equilibrio attivo per dominare il Continente, mentre con Francesco Giuseppe si cercò un equilibrio passivo e difensivo, tentando di conservare ciò che restava.

​Nel 1914, questo delicato gioco di pesi e contrappesi si spezzò. L'annessione della Bosnia e l'attentato di Sarajevo dimostrarono che l'equilibrio non era più possibile in un mondo dominato dai blocchi militari e dai fervori nazionalisti.

L'Austria, che per un secolo era stata il garante della pace europea, finì per essere la miccia che innescò la Prima Guerra Mondiale.

 Ironia della sorte furono proprio i nazionalismi più antimperiali, ossia quello italiano e quello slavo a decretare la fine dell'Austria-Ungheria con i Serbi che segnano la crisi dinastica asburgica uccidendo l'erede al trono imperiale, e gli Italiani che con la vittoria di Vittorio Veneto danno il colpo di grazia al potere politico e militare austro-ungarico. 

 

Cristiano Vignali - Agenzia Stampa Italia

 

La foto prodotta dell'intelligenza Artificiale Gemini rappresenta l'equilibrio egemonico del Cancelliere Metternich e quello per la sopravvivenza del Kaiser Francesco Giuseppe. 

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