Energia e geopolitica: l’interruzione del GNL in Qatar fa schizzare i mercati europei

(ASI) - Nel corso degli ultimi due giorni i prezzi del gas naturale in Europa hanno registrato un fortissimo aumento, con scambi all’hub TTF di Amsterdam, ossia il mercato di contrattazione del gas, considerato il riferimento per i prezzi all’ingrosso del gas in gran parte dell’Unione Europea ed usato come indicatore nei principali contratti energeti.

I prezzi sono repentinamente saliti fino a circa il +45% rispetto ai livelli precedenti, a causa della forte instabilità geopolitica nel Golfo Persico, dove l’escalation militare ha coinvolto le installazioni energetiche dei paesi produttori di idrocarburi.

Il fattore scatenante del rialzo è stato l’annuncio da parte di QatarEnergy, la compagnia statale del Qatar, con cui ha l’azienda ha annunciato la sospensione della produzione di GNL (gas naturale liquefatto) presso i suoi impianti principali, situati nelle aree industriali di Ras Laffan e Mesaieed. La decisione di fermare le attività produttive è stata comunicata a seguito di attacchi militari effettuati con droni che hanno colpito tali strutture, danneggiando parte dell’infrastruttura fortunatamente senza riportare vittime.

La decisione qatariota è conseguenza diretta delle tensioni in Medio Oriente, innescate dalle operazioni militari congiunte di Stati Uniti, Israele e Iran, che hanno scatenato un’immediata risposta dei mercati, con i contratti futures sul gas naturale europei che hanno registrato spostamenti di prezzo di entità eccezionale in poche ore, raggiungendo valori intorno ai 46 euro per megawattora (MWh) nella sessione di Amsterdam, con punte che in alcune rilevazioni sfiorano il +50%.

Questa dinamica è principalmente legata al timore di interruzioni prolungate nei settori delle forniture energetiche globali. E anche se l’Europa non dipende esclusivamente dal Qatar per il suo approvvigionamento, la sospensione del GNL qatariota potrebbe intensificare la concorrenza tra consumatori globali, con effetti potenziali su costi e disponibilità del carburante.

La reazione dei prezzi è stata accompagnata dalle diffuse preoccupazioni per l’approvvigionamento, visti i livelli di stoccaggio del gas in Europa, che sono fase di esaurimento a seguito dell’inverno. A peggiorare la situazione, sono alcuni Paesi europei mostrano livelli di riserva inferiori alle medie storiche per il periodo, in particolare i Paesi Bassi e la Germania, e questo aumenta la percezione di vulnerabilità nei confronti di shock esterni alla catena di approvvigionamento dell’energia. Secondo dichiarazioni ufficiali della Commissione Europea, la posizione attuale delle riserve è considerata sufficiente per garantire forniture nell’immediato, ma resta sotto osservazione nella prospettiva di ulteriori sviluppi del conflitto in Medio Oriente.

Carlo Armanni - Agenzia Stampa Italia

Foto AI Sora su input Carlo Armanni

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