(ASI) Perugia - C’è un momento preciso in cui la musica smette di essere un semplice ascolto e diventa un’emozione collettiva. È successo sabato sera a Perugia all’Arena Santa Giuliana, nella penultima, infuocata, in tutti i sensi, serata di Umbria Jazz 2026.
Definire l'atmosfera "elettrica" sarebbe riduttivo: la città è stata letteralmente invasa da una marea umana. Biglietti introvabili da mesi, caccia all'ultimo posto fino a pochi minuti dall'inizio e una densità di sguardi ed emozioni che solo i grandi eventi sanno radunare. Gente senza biglietto che stava in prossimità dell’ Arena per cercare di catturare qualche nota.
Quando Sugar è salito sul palco, il boato ha scosso le mura della città. Il re del blues italiano ha preso per mano Perugia e l'ha trascinata nel suo mondo. Da "Spirito nel buio" a "Diavolo in me", passando per la poesia infinita di "Diamante", l'Arena è diventata un unico corpo pulsante che cantava a memoria ogni singola sillaba.
Ma la vera magia è arrivata quando il cronometro ha superato il tempo limite. Zucchero non voleva scendere. Spinto dall'abbraccio di una folla oceanica che non smetteva di ballare, l'artista ha cantato molto più del previsto.
Infatti nessuno voleva che finisse e nessuno se ne voleva andare . Sotto il cielo e nell’ aria di Perugia è rimasto il profumo del blues e la certezza di aver vissuto una di quelle serate estive difficili da dimenticare.
Francesca Castellani - Agenzia Stampa Italia



