(ASI) Da oggi il giornale, a cura del Dr. Roberto Sannipola, proporrà a suoi lettori una rubrica, fatta di articoli ed interviste, che ha come obiettivo primario far conoscere meglio l'esoterismo e la realtà della Libera Università Italiana degli Studi Esoterici “Achille D’Angelo e Giacomo Catinella”, Facoltà di Scienze e Tradizioni Esoteriche – Dipartimento UniMoscow di Lecce. Buona lettura!                                                                                         

 Egregia Professoressa Enrica Perucchietti,

per meglio spiegare e far conoscere l'interessante realtà (che io sto vivendo in prima persona in qualità di discente) venutasi a creare a Lecce nel Giugno 2016, sto parlando della Libera Università Italiana degli Studi Esoterici “Achille D’Angelo e Giacomo Catinella”, Facoltà di Scienze e Tradizioni Esoteriche – Dipartimento UniMoscow, vorrei sottoporle alcune domande, alle quali la prego di rispondere in maniera esauriente ma sintetica:

 

- Lei è giornalista, scrittrice ed editor di grande successo, ha collaborato a più riprese con la trasmissione Mistero e con la rivista Mistero Magazine e ha già scritto moltissimi libri (per chi ne volesse sapere di più vi invito a visitare il suo personale sito www.enricaperucchietti.it), come valuta questa esperienza di Docente alla Libera Università, nella quale lei detiene la cattedra di Teorie del Complotto e Antropologia Esoterica?

Un’esperienza molto positiva e gratificante. Sono lieta che anche in Italia, finalmente, sia avvenuto un riconoscimento accademico a tematiche che in altri Paesi vengono insegnate in master, dottorati o Università. Abbiamo una straordinaria storia e cultura dell’esoterismo e in particolare dell’ermetismo italiano e invece di vergognarcene dovremmo appunto tornare a parlarne nelle sede appropriate.

 

- In che stato versa il mondo dell’editoria italiano, in particolar modo le case che trattano in maniera scientifica i temi legati all’esoterismo, nella sua opinione?

Male, malissimo. In generale l’editoria è in agonia. Troppa offerta anche scadente, libri curati male e cari, sempre meno lettori. A parte una nicchia di persone interessate ai temi seri dell’esoterismo, la maggior parte dei lettori ricerca contenuti new age di facile comprensione e anche qua l’offerta ormai è omologata e ripetitiva. Dobbiamo tornare a fare cultura, a promuovere i classici anche dell’esoterismo e a stimolare la ricerca. A distinguere la spazzatura (anche se vende) dalle trattazioni serie.

 

- Su che cosa si basano le teorie del complotto? Che cosa ci può dire brevemente in merito sia a livello internazionale che a livello italiano (da sempre considerato il paese dei misteri, da Ustica e via via)

Detesto il termine “complotto”, da cui in modo spregiativo derivano le espressioni “teorie del complotto/complottismo/cospirazionismo/dietrologia” o controinformazione (come se ci fosse una informazione che va a favore di qualcuno e un’altra “contro”). Ovviamente le teorie del complotto vengono ridicolizzate e additate nel loro insieme come “bufale” (soprattutto in questo periodo di purghe e censura mediatiche) e nel calderone ci finiscono sia gli Illuminati che le teorie alternative in campo geopolitico, con buona pace dei professionisti che cercano di fare “controinformazione” seriamente e in modo documentato.

Questo “scomodo” genere letterario non verrebbe bollato come “controinformazione” se la divulgazione di notizie alternative (o meglio, ignorate se non deliberatamente censurate dai Media) non venisse giudicata un atto deplorevole dal giornalismo ortodosso.

Ogni giornalista, in fondo, lo sa: ci sono degli argomenti che non vanno trattati perché cosi impongono le linee editoriali, altri che possono essere accennati, altri che vanno ridicolizzati o ignorati, altri ancora che sono pericolosi (pochi, per la verità ma su questi non si scherza). Oggi come non mai siamo livellati su un pensiero unico, sul politicamente corretto che impone di censurare e riscrivere la storia orwellianamente. Fra poco avremo anche il Miniver, il Ministero della Verità che si occupa di informazione e propaganda, sgusciato dalle pagine di 1984.

 

- Dia una definizione di Antropologia esoterica

Dopo antropologia culturale, sociale, delle religioni, ecc. abbiamo pensato di dedicare una cattedra a un corso che unisse antropologia, storia delle religioni e storia dell’esoterismo. Si parte dallo studio dei costumi moderni per rintracciare origini e influssi pagani che derivano anche dall’esoterismo se non addirittura dall’occultismo. Un po’ come faccio normalmente nelle mie opere in cui a ritroso mostro come molte mode culturali e antropologiche, usi e costumi moderni e contemporanei hanno in realtà una storia molto diversa da quella che potremmo immaginare.

- Nel libro scritto a quattro mani con il Prof. Paolo Battistel dal titolo Il Dio Cornuto (Uno editori, 2016), in cui si elencano tutti i miti e le leggende arcaiche e pre-arcaiche legate alle antiche divinità, si evince come le corna, da sempre simbolo di regalità, contraddistinguevano in particolar modo gli Dei piuttosto che i Demoni. C’è una parte molto interessante, nel libro, in cui Sigmund Freud studia e approfondisce la statua di Michelangelo (Basilica di San Pietro in Vincoli) raffigurante Mosè con le corna, può dirci due parole di approfondimento su questa scelta “bizzarra” di Michelangelo e sull’interpretazione data da Freud?

Secondo il padre della psicanalisi la storia biblica di Mosè metterebbe in evidenza la forte influenza del culto del dio Aton dell’Antico Egitto sulla cultura ebraica antica e il suo monoteismo. Per sviluppare queste ricerche Freud partì dall’analisi della statua marmorea di Michelangelo nella Chiesa di San Pietro in Vincoli a Roma, pubblicando un contributo sulla rivista «Imago» nel 1914. Il condottiero del popolo ebraico viene infatti immortalato da Michelangelo come “cornuto”. Secondo la versione ufficiale ciò deriverebbe da una traduzione errata del termine ebraico keren in latino da parte della Vulgata. Infatti nella Bibbia è riportato che Mosè scendendo dal monte Sinai aveva due raggi che partivano dalla sua fronte. Il passo è il seguente: «Ora Mosè, scendendo dal monte Sinai con le due tavole della testimonianza, non sapeva che dal suo capo uscivano due raggi a cagione del suo trattenimento familiare con Dio» (Esodo 34, 29).

Michelangelo si sarebbe attenuto alla versione corrente del suo tempo; prendendola alla lettera, avrebbe scolpito al suo Mosè due corna ben visibili. In ebraico “raggi” si scrive “karen”, che però nelle varie traduzioni è stato trasformato in “keren” (“corna”) anche perché nel Medioevo si riteneva che solo Gesù potesse avere il volto pieno di luce. Il termine ebraico keren doveva essere tradotto come “radiosità”, “raggi”, invece che come “corna”. Se la fronte augusta sembra alludere alla sua «grande mente» e «intelligenza superiore», la presenza di corna sul volto restituisce al liberatore del popolo ebraico le sue origini “regali” e quindi, secondo Freud, egiziane. Ne parliamo nel nostro saggio perché all’interno di una lunga e articolata trattazione sulla divinità pagana “cornuta” da cui deriva anche il concetto di regalità e di corna.

 

- Lei ha scritto anche una interessantissima trilogia, sulle Origini Occulte della Musica, in cui ci fa sapere che molti artisti pop, rock, ecc. si siano cimentati con riti, diciamo così, “sulferini”, può farci qualche esempio e perché ciò era ed è così diffuso nell’ambiente (forse non è nemmeno l’unico ambiente)?

Nell’ambiente dello spettacolo Aleister Crowley è considerato una vera e propria celebrità: il suo nome è stato celebrato dagli hippie del movimento psichedelico, dai musicisti e artisti degli anni Sessanta e Settanta (da Jimmy Page a Mick Jagger, da Andy Warhol a David Bowie) per poi tornare in voga tra gli esponenti della musica contemporanea (da Marilyn Manson a Robbie Williams).

Figura controversa ma dall’innato carisma, la Grande Bestia è stata tra i principali codificatori e divulgatori delle scienze occulte nel XX secolo. Il suo pensiero rimane però sconosciuto ai più: i giovani magari avranno visto il suo volto stampato su qualche T-shirt, o campeggiare sui vestiti di una popstar. Queste, a prima vista, potrebbero sembrare delle semplici bizzarrie da star. Eppure, la passione per la magia ha ispirato e infarcito i testi, i ritmi e le coreografie delle maggiori band di successo. Ozzy Osbourne, che ha dedicato una canzone, Mr Crowley, al Mago, lo ha definito «un fenomeno del suo tempo»: difficile dargli torto dato che i Beatles lo hanno inserito sulla copertina dell'album Sgt. Peppers Lonely Hearts Club Band, David Bowie ne fa riferimento nella canzone Quicksand, mentre il chitarrista dei Led Zeppelin, Jimmy Page, arrivò addirittura a comprare la Boleskine House, l'ex maniero in cui visse Crowley, sulle sponde di Loch Ness.

Nel corso degli anni la passione per il Mago inglese non si affievolisce: nella sua rete cadono gli Iron Maiden, Alphaville, Current 93, Celtic Frost, Marilyn Manson (già vescovo della Chiesa di Satana), John Frusciante, Robbie Williams, e molti altri. Ancora oggi l’industria dello spettacolo s’ispira apertamente alle pratiche occulte trasmesse dalla Grande Bestia: anzi, va addirittura di moda ricorrere alla tipica simbologia “illuminata”, inserendola nei testi delle canzoni e nei videoclip! Da qui un tripudio di occhi onniveggenti, piramidi, farfalle monarca, riferimenti espliciti alla manipolazione mentale, al satanismo, alla magia sessuale, a Pan, Bafometto, Moloch o Lilith.

 

- Perché, secondo lei, è così difficile, (se lo è), affrontare le tematiche legate all’esoterismo in maniera seria e scientifica? E in tal senso, la realtà della Libera Università di Lecce, può rappresentare una chiave di volta importante sul panorama nazionale?

L’esoterismo è una materia complicata, difficile da studiare, impone metodo, tempo a disposizione, pazienza e costanza. Passione. Pensiamo per esempio all’ermetismo e al linguaggio cifrato che usa. L’uomo contemporaneo, invece, vive nell’epoca in cui tutto è “fast” veloce, dalla connessione internet al cibo, dalle relazioni agli spostamenti. Il linguaggio sempre più svuotato, “inglesizzato”. Richiedere di chiudersi in un posto silenzioso per studiare va contro la moda e i costumi culturali del nostro tempo. Si vuole sapere tutto e subito e ci si illude di poterla trovare in poco tempo tra le pagine di qualche libretto o magari su YouTube. Inutile illudersi, non basta una vita intera, forse, per penetrare il segreto di certe tematiche... ma ci si può avvicinare e una Università può offrire il metodo e gli strumenti per orientarsi al meglio.

 

Roberto Sannipola - Agenzia Stampa Italia

 

Alcuni libri scritti dalla Professoressa Enrica Perucchietti

 

 

      

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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