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Esoterismo

L'esoterismo occulto di Gabriele d'Annunzio

(ASI) Pescara - Il Vate Gabriele d'Annunzio aveva una personalità molto poliedrica, proprio per questo è necessario esaminare il suo personaggio in più ambiti. In questo speciale tratteremo brevemente del d'Annunzio occultista, dedito a pratiche magico - esoteriche, all'esoterismo occulto e a sedute spiritiche, come in voga in gran parte degli ambienti aristocratico - borghesi fra la seconda parte dell'Ottocento e l'inizio del Novecento.

Di Redazione ASI 4 Luglio 2024 – 23:44 3 min di lettura


Non a caso, oltre il mito che fa di Gabriele d'Annunzio il Vate d'Italia e degli Italiani, l'ideologo contemporaneo della Patria immortale che va oltre le parti politiche e gli accadimenti storici, oppure il leggendario intellettuale rinascimentale che trasforma il suo inimitabile stile di vita fine e sfarzoso in una opera d'arte, icona e punto di riferimento per lo stile di vita mondano all'Italiana, o, infine, il grande uomo virile e passionale che usa anche la sua poetica erotico - passionale, per esprimere la sua arte amatoria, punto di riferimento per il mito del seduttore italiano che ha affascinato generazioni di Casanova nostrani, esiste un'altra immagine del poeta abruzzese meno nota, quella legata al mondo dell'esoterismo occulto fatto di pratiche alchemiche, magiche, cabala, riti massonici e spiritismo.

RITI E SUPERSTIZIONI POPOLARI IN GABRIELE D'ANNUNZIO:

Riti e culti ancestrali magico - religioso che si perdono nella notte dei tempi, intrisi di quel sincretismo che hanno portato alla loro continuità nei millenni anche nel passaggio dalla prisca religio italica - romana al Cristianesimo, sono comuni a tutte le popolazioni italiche del centro - sud, e anche Gabriele d'Annunzio da bravo abruzzese non ne era immune. Durante la sua vita si munì di amuleti di ogni tipo, come quello fatto con i peli pubici delle sue amanti, varie pietre preziose e magiche fatti di particolari metalli, erbe e piante con particolari proprietà, oppure animali con particolare valenza simbolica: dall'aquila icona di forza, regalità e nobilità, passando per l'ippocampo portatore di fortuna, fino alla tartaruga con cui il Vate spesso si identificò in quanto simbolo della prudente astuzia e della longevità. Inviò alcuni amuleti anche a Mussolini. Il Duce avrebbe dovuto ricevere anche come amuleto l'orecchio destro del cadavere del Vate il giorno del suo funerale, ma Mussolini riuscì a scongiurare questa macabra pratica.
Il d'Annunzio era particolarmente scaramantico anche per quanto riguarda i numeri. Ad esempio, era ossessionato dal 13, a tal punto che né lo nominava, né lo scriveva, a tal punto che scriveva nelle lettere il 1913 "1912+1".

D'ANNUNZIO E LE SEDUTE SPIRITICHE

Gabriele d'Annunzio era un appassionato di spiritismo, moda del momento, e spesso partecipava nei salotti mondani a sedute spiritiche come gran parte degli appartenenti alla società "bene" della "Belle Époque" borghese - aristocratica che avevano amicizie tra cartomanti, medium, guaritori, e maghe.

"ORBO VEGGENTE" E TERZO OCCHIO DEL POETA

Dopo l'incidente aereo del 16 gennaio 1916 in cui perse l'occhio destro, il d'Annunzio si definì "l'Orbo Veggente" con l'apertura del suo "terzo occhio del poeta", in grado di guardare oltre la materialità delle cose, e di dargli un particolare potere curatore, legato alla capacità di curare l'anima.
A tal proposito, il poeta si immedesimò nei panni di un mago pranoterapeuta in grado di operare guarigioni miracolose con le sole imposizioni delle mani, come sostenne in una lettera all'attrice Maria Melato del 1927 "Col semplice tocco delle mie dita sulle tempie convulse, io so abolire la stanchezza e ogni altra pena!".
Diceva di essere in contatto con i suoi antenati come gli antichi romani, di leggere la volontà degli Dei e il futuro tramite le stelle e il volo degli uccelli. Come quando disse "no" a Balbo e Grandi che gli volevano affidare la guida politica al posto di Mussolini. Cercò di influenzare anche Mussolini con le sue "veggenze", ma senza esito positivo, basti pensare a quando gli sconsigliò senza essere minimamente ascoltato l'alleanza con Hitler il 30 settembre 1937 alla stazione di Verona.

Cristiano Vignali - Agenzia Stampa Italia

Nota della Redazione

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