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(ASI) Da qualche parte in autostrada – “Che dici ne prenderemo di botte domani?” – “Mah, secondo me non più del solito, e poi abbiamo la scorza dura!”. “Dovremo dare il nostro contributo, dobbiamo andare a finire proprio dove ci dicono ‘Loro’, e non fare scherzi” – “Niente rimbalzi strani o tocchi imprevedibili quindi?” – “No. Diritti in lungo linea o in diagonale. Ogni volta che cado voglia che sia un punto in più per ‘Loro’”.
Non è follia e non sono allucinazioni, è solo che ho provato ad immaginare un dialogo fra due palloni di pallavolo, mentre insieme a ‘Loro’, si trovano in viaggio. Chiuse e strette dentro sacche stipate in un bagagliaio, soffocate da altri chilogrammi di scarpe, ginocchiere, tutori e speranze, queste sfere di cuoio (peso variabile 260-280 grammi) possono essere le migliori amiche e il peggior nemico di un giocatore di pallavolo. Può non sembrare ma c’è un rapporto speciale tra un giocatore di pallavolo e la palla; personalmente quando giocavano avevo una “mia” palla per allenarmi, l’avevo firmata con una stella perché la sapessi riconoscere e potessi allenarmi sempre con lei. Sapevo, o almeno speravo, che non mi avrebbe tradito e sarebbe sempre andata dove io volevo che andasse. Crescendo ho capito che se il pallone finiva fuori non era colpa della stessa, ma piuttosto della mia mano e/o rincorsa sbagliata e/o altre variabili. Mi piace comunque pensare che i palloni, oltre che essere presi a schiaffi, possano avere un loro ruolo in campo, l’ottavo giocatore sui novi metri di una superficie per la pallavolo. Sulla base di questa convinzione ho provato ad immaginare lo stato mentale dei palloni che accompagneranno ‘Loro’ fino a Corigliano Calabro. ‘Loro’ sono i Block Devils, la formazione guidata da Slobodan Kovac, la Sir Safety Perugia. I Block sono alla vigilia della partita che può segnare la storia di questa società: se vincono domani hanno vinto il campionato e saranno automaticamente promossi in Serie A1. Punto. Non c’è altro d’aggiungere se non ubriacarsi di gioia e aspettare domenica 8 aprile quando in passerella potranno festeggiare davanti al pubblico del Pala Evangelisti.
I ragazzi del presidente Gino Sirci sanno bene a cosa stanno andando incontro in questo lungo viaggio che porta fino in Calabria: stanno andando dritti verso un sogno. Un eventuale successo segnerebbe la carriera personale di ciascun giocatore e del movimento pallavolistico di Perugia che aspetta di rivivere i campionati che contano di più. Con cinque punti di vantaggio su Castellana Grotte, la partita di domani contro Corigliano consente alla Sir giocare con la tranquillità di avere più risultati utili per potersi comunque laureare campioni; addirittura anche una sconfitta al tie break darebbe ai Block un vantaggio di sei punti, irrecuperabile con appena una partita di campionato ancora da disputare.
Senza guardare troppo alla classifica e alla calcolatrice i bianconeri possono e devono imporsi sui calabresi, giocando con la stessa tenacia e sicurezza che hanno dimostrato durante tutto il girone di ritorno. Dopo una settimana decisamente triste per la pallavolo italiana a causa della prematura scomparsa di Vigor Bovolenta, ci sono urla che non si vogliono tenere strozzate in gola, c’è bisogno di giocare per riprendere una quotidianità agonista, c’è bisogno di giocare perché solo con altrettante gesta sportive di alto livello si può mantenere vivo il ricordo di chi ha interpretato questo sport da vero campione.

“Siamo arrivati” – “Oh, era ora. Ho proprio bisogno di sgranchirmi!”. “Sei pronto?” – “Sono stato confezionato pronto”.

In bocca al lupo Sir. Anche i palloni domani saranno dalla tua.

Chiara Scardazza - Agenzia Stampa Italia

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